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Il collo di bottiglia parlamentare

Il governo accelera l'attività per rispettare la tabella di marcia del Recovery plan

Riccardo Illy 15/10/2021

Il collo di bottiglia parlamentare Il collo di bottiglia parlamentare Governo e Parlamento sono impegnati nell'immane sforzo di attuazione del Recovery Plan e delle collaterali riforme legislative concordate con la UE. Il Presidente del Consiglio Draghi ha annunciato pochi giorni fa che, per processare la mole di provvedimenti correlati alle due attività (alle quali si aggiunge quella ordinaria), il Consiglio dei Ministri si riunirà due volte la settimana rispetto all’ abituale unica riunione. Molti si sono chiesti come farà il Parlamento a star dietro a questa accelerazione di passo; le due Camere rischiano di diventare un collo di bottiglia che vanifica a valle gli sforzi fatti a monte dall'esecutivo. Rispetto alle normali (o patologiche....) condizioni di funzionamento del Parlamento, la maggioranza guidata da Draghi beneficia di diverse anomalie. Vede anzitutto un solo partito all'opposizione; a parte i casi di ostruzionismo interno, ciò significa meno emendamenti da trattare, la impossibilità di praticare il filibustering e la possibilità di approvare le leggi in commissione in sede deliberante. Con conseguente aumento della produttività delle Camere, sottoposte tra l'altro alla pressione psicologica dell'opinione pubblica e dei mezzi di informazione a "fare presto".
 
Il Governo, inoltre, ricorre con (comprensibile) disinvoltura al voto di fiducia e alla legge delega. Il primo consente di tagliare la fase di trattazione degli emendamenti andando direttamente al voto e viene usato nei casi in cui si profilano possibilità di opposizione interna alla maggioranza. La seconda consente di delegare il Governo a approvare i provvedimenti finali, con valore di legge, sotto forma di decreti legislativi, previo esame non vincolante dei testi da parte delle Commissioni parlamentari. Un uso eccessivo dei due strumenti, che pure accelerano il processo di approvazione delle leggi, viene sanzionato in tempi normali dal Presidente della Repubblica, che richiama quello del Consiglio. Ma in una situazione di emergenza come quella attuale è improbabile che ciò avvenga. È possibile comunque che il Parlamento, per far fronte a eventuali attività che eccedono la normale disponibilità di tempo, venga chiamato ai "tempi supplementari". Che potrebbero consistere nel lavorare una giornata in più alla settimana (abitualmente tre) o a ridurre i periodi di festività. È invece improbabile che le Camere, mosse da un rigurgito di responsabilità, modifichino i loro regolamenti interni per snellirne i lavori. Va infine ricordato che una legge diventa efficace solo dopo l'approvazione da parte del Governo dei quasi sempre previsti e spesso plurimi decreti attuativi. Che vanno preventivamente scritti dagli uffici dei Ministeri; lì sono accumulati già ora arretrati per centinaia di decreti, che aumenteranno con l’approvazione di decine di nuove leggi. Quello sarà il collo di bottiglia più difficile da eliminare.
 
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