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Le amministrative non influenzano le previsioni politiche

Pochi spostamenti nelle intenzioni di voto dopo le comunali

Nando Pagnoncelli 11/10/2021

Le amministrative non influenzano le previsioni politiche Le amministrative non influenzano le previsioni politiche All’indomani di una tornata elettorale solitamente si susseguono le analisi sui vincitori e i vinti con il corollario di previsioni sullo scenario politico futuro. E invariabilmente una parte cospicua di elettori palesa il cosiddetto bandwagon, che consiste nel saltare sul carro dei vincitori. Fu così dopo le comunali del 2016 che videro l’eclatante successo di Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino e furono seguite da una crescita significativa di consenso per il M5s, puntualmente registrata dai sondaggi, e dalla netta affermazione alle politiche del 2018. E nelle settimane successive alla vittoria della Lega di Salvini alle europee del 2019 i sondaggi fecero registrare un aumento sia delle intenzioni di voto per il partito sia della popolarità del leader. In questo caso l’arrembante crescita si arrestò con la vicenda del Papeete. 
 
Ebbene, dopo il primo turno delle comunali 2021, il sondaggio Ipsos realizzato su scala nazionale mostra un cambiamento solamente nei pronostici degli italiani (oggi prevalgono coloro che ritengono che alle politiche vincerà il centrosinistra), ma non negli orientamenti di voto che non modificano lo scenario generale: infatti, il centrodestra si conferma largamente in vantaggio sul centrosinistra e i tre principali partiti (Fratelli d’Italia, Lega e PD) fanno segnare lievi variazioni, tutte all’interno del margine di errore statistico, attestandosi tra il 19% e il 20%. Aumentano di qualche decimale Forza Italia e, pur restando sotto la soglia del 3%, Italia Viva e Azione. Difficile capire i motivi di questa stabilità, anche tenuto conto delle vicende Morisi e Fanpage che hanno investito i due principali partiti del centrodestra. Può dipendere dal diverso livello di astensionismo delle politiche, oppure dalle differenti motivazioni di voto (un conto è votare per il sindaco, dove le candidature contano molto, un altro per il Parlamento), oppure ancora da un atteggiamento di indifferenza o “di sufficienza” rispetto alla politica che molti cittadini esprimono all’epoca del governo Draghi.  Se così fosse, ai tanti “miracoli” che vengono attribuiti al Presidente del Consiglio bisognerebbe aggiungere la smentita del famoso aforisma di Ennio Flaiano secondo il quale gli italiani sono sempre pronti ad andare in soccorso ai vincitori.
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