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Enrico il federatore

Col successo elettorale Letta diventa l'esponente chiave del centrosinistra

Paolo Mazzanti 07/10/2021

Enrico il federatore Enrico il federatore Sei anni fa, quando fece i bagagli dopo il famoso “Enrico stai sereno” per trasferirsi da Palazzo Chigi a insegnare alla parigina Science Po, Letta non avrebbe mai immaginato di poter diventare l’esponente chiave del centrosinistra italiano. Invece oggi, dopo il successo alle amministrative, può legittimamente presentarsi come “il federatore” dell’area politica che si oppone al centrodestra. Come il suo mentore Romano Prodi, di cui è stato giovanissimo sottosegretario, con la solita “serenità “, Letta si accinge a costruire una coalizione per cercare di vincere le elezioni politiche. Il successo delle amministrative, con la robusta vittoria al primo turno a Milano, Napoli e Bologna, è un buon viatico. Dimostra che il centrosinistra esteso al M5S è vincente; che in questo centrosinistra allargato il Pd e’ la forza dominante, in grado di attrarre anche esponenti della migliore società civile, come l’ex rettore e ministro Manfredi a Napoli.
 
Letta ha colto anche un buon successo personale a Siena, dove ha prevalso per una dozzina di punti nonostante le ombre del Monte Paschi. Certo, non sarà facile riprodurre a livello nazionale le coalizioni di Napoli e Bologna, estese da Italia Viva ai grillini. Ma se c’è uno che può riuscirci è lui. Comincerà a tessere subito la sua tela con un Conte ridimensionato che vede affievolirsi le speranze di tornare a Palazzo Chigi, un Calenda che ora deve spendere sul piano nazionale il suo gruzzolo di voti romani, un Renzi ringalluzzito per aver superato in molti comuni il M5S, i Verdi che hanno trovato in Beppe Sala un leader di riferimento pragmatico, alla tedesca. E poi Letta ha un asso nella manica: è il più fedele sostenitore di Draghi che, se non ascenderà al Quirinale, potrà essere da lui ricandidato a Palazzo Chigi e a quel punto sarà difficile per Renzi, Calenda e anche per Conte sottrarsi. Letta “il federatore” dovrebbe però rinunciare a tornare subito a Palazzo Chigi. Ma e’ ancora giovane e può aspettare, far governare ancora qualche anno Draghi-Merkel per poi succedergli come Letta- Scholz.
 
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