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Le imprese e l'”uomo della necessità”

All'Assemblea di Confindustria ovazione per il premier Mario Draghi che “deve andare avanti a lungo”

Paolo Mazzanti 23/09/2021

Le imprese e l'”uomo della necessità” Le imprese e l'”uomo della necessità” L’ovazione che ha accolto il premier Draghi all’assemblea di Confindustria nel “tempio laico” del Palasport di Luigi Nervi a Roma è stata la supplica di “andare avanti a governare a lungo” come ha detto il presidente di Confindustria Bonomi. Il mondo produttivo si aggrappa a Draghi perché appare l’unico in grado di riportare l’Italia a una crescita strutturale e sostenibile di lungo periodo, sconfiggendo la pandemia, utilizzando al meglio i fondi del Pnrr e mitigando i rischi del caro energia e dell’inflazione. Bonomi ha detto che ci sono tre tipi di politici: gli “uomini della Provvidenza”, noi ne abbiamo avuto uno e ci è bastato; gli “uomini del possibile” che scansano i problemi difficili e vivacchiano giorno per giorno facendo poco e nulla, e noi ne abbiamo avuti troppi; e gli “uomini della necessità’”, come De Gasperi, Baffi e Ciampi (Bonomi si è colpevolmente dimenticato Monti) che fanno le cose necessarie anche quando sono impopolari.
 
Draghi è un “uomo della necessità’” e deve proseguire a governare finché sarà necessario (anche dopo le elezioni del 2023?). Ai partiti, che sono i veri ostacoli per gli “uomini della necessità’” e soprattutto a Salvini (pur senza nominarlo) Bonomi ha riservato staffilate e invettive: non devono litigare sul nulla, piantare anacronistiche bandierine; devono sostenere l’estensione del Green pass ed eventualmente domani l’obbligo vaccinale e non devono difendere misure dannose come Quota 100 (voluta da Salvini), che Bonomi ha definito “un furto ai danni dei più bisognosi”. Draghi ha risposto con compiaciuta ironia: “E’ già importante che un governo non faccia danni, ma noi dobbiamo cercare di fare le riforme indispensabili”. Poi ha ribadito che non aumenterà le tasse, “perché è il momento di dare soldi, non di chiederne” e ha lanciato il Patto economico e sociale, che lui ha definito “Prospettiva condivisa di sviluppo“, tra governo, imprese e sindacati per accompagnare la ripresa e il Pnrr. Un chiaro richiamo alla concertazione di Ciampi, altro “uomo della necessità”.
 
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