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Amministrative ed effetti politici

Le elezioni comunali del 3-4 ottobre non dovrebbero influenzare gli equilibri nazionali

Riccardo Illy 16/09/2021

Amministrative ed effetti politici Amministrative ed effetti politici Il 3 e 4 ottobre e per gli eventuali ballottaggi il 17 e il 18 (con l'eccezione del Trentino Alto Adige) 12 milioni di elettori saranno chiamati a votare per Sindaci e Consiglieri di 1.162 Comuni. Si tratta di elezioni amministrative anomale per una serie di ragioni. La prima è che, causa Covid-19, la data del voto è stata rinviata prima e rimasta a lungo nell'incertezza dopo. La seconda è che ci troviamo nel bel mezzo del cosiddetto semestre bianco; il periodo che precede l'elezione del Presidente della Repubblica (prevista a febbraio 2022) durante il quale il Presidente uscente non può sciogliere le Camere. Terza, ma non per importanza, che in carica c'è un Governo di salute pubblica con il compito di salvare il paese sul piano sanitario ed economico, guidato da un Presidente di indiscussa autorevolezza che ha di fatto messo la sordina ai partiti. La domanda che, questa volta più che mai, si porranno i mezzi di informazione e il loro pubblico è se le amministrative avranno anche una valenza o quantomeno un'influenza politica.
 
La risposta che viene spontanea è un bel no. Anzitutto perché il quadro di queste amministrative è incerto e disomogeneo; in molti Comuni i partiti (o quel che ne resta) hanno faticato a trovare candidati Sindaco. Non si erano preoccupati prima di ridurre i loro compensi e di rendere più difficile, se non impossibile, la loro attività di governo a causa di crescenti vincoli normativi. Adesso si strappano le vesti perché pochi intendono immolarsi alla carica. Molti partiti si presentano senza i loro simboli, sostituiti da quelli di liste civiche delle quali è impossibile capire l’esatta collocazione politica. Sono pochi i grandi Comuni nei quali si sono formate chiare coalizioni, con la conseguenza di avere pochi candidati-Sindaco e una situazione comprensibile. Spesso queste coalizioni sono incoerenti con quelle che governano le Regioni di appartenenza, per non parlare di quella del Governo centrale. Negli altri Comuni, dove i candidati consiglieri pare rasentino il totale di 30.000, regna la confusione e i giochi si definiranno soltanto al ballottaggio.
 
Sopra tutte regna comunque la motivazione sempre valida; le scelte politiche fondamentali le fa il Parlamento, nei Comuni governare significa prevalentemente amministrare. L'elettore di destra è pronto a votare un candidato Sindaco di sinistra (e viceversa) se lo ritiene più capace e se il suo programma lo convince. Senza per questo modificare il suo voto alle elezioni politiche successive. Infine, per i pochi che potrebbero essere influenzati dal voto amministrativo, le elezioni politiche si terranno fra molto tempo. Come minimo fra un anno ma più verosimilmente nel 2023, alla scadenza naturale. Nel frattempo ne vedremo delle belle sul piano sanitario, economico e politico; che ci faranno dimenticare dell'esito delle imminenti amministrative.
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