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Il soufflé di Brunetta

Applausi dalla platea dell'Ambrosetti alla metafora del ministro. Ma...

L'Irriverente 07/09/2021

Il soufflé di Brunetta Il soufflé di Brunetta Narrano le cronache che l’intervento politico piu’ applaudito dalla platea di imprenditori, finanzieri e dirigenti d’azienda del Forum Ambrosetti domenica mattina, e’ stato quello del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta che ha allietato la platea con la metafora del soufflé’: “Lo sapete fare il soufflé? Si mette in forno, quello comincia a lievitare, profuma e viene voglia di aprire il forno per dare un’occhiata. Ma se aprite, il soufflé implode. Ecco, il governo e’ cosi’. Non aprite quella porta”. Gli applausi scroscianti hanno tradito la preoccupazione dei signori dell’Ambrosetti per la sorte del governo chiamato a contrastare un’epidemia non ancora vinta e ad attuare un Pnrr che va realizzato entro il 2026. Se Draghi andra’ al Quirinale a febbraio e poi si dovesse andare a votare, o comunque dopo le elezioni della primavera 2023, il governo dovrebbe lasciare e il soufflé del Pnrr e della ripresa appena avviata potrebbe implodere. E l’Italia rischierebbe di tornare nella “selva oscura” di prima, col rischio di non prendere i miliardi dell’Europa e di ritrovarsi col 25% di debito in piu’, dal 133% del 2019 al 158% e rotti di oggi.
 
Dunque la metafora di Brunetta e’ terribilmente attuale. Ma il bello e’ che l’apertura della porta che farebbe implodere il soufflé della ripresa dipende soprattutto da Brunetta e dai suoi colleghi di Forza Italia. Sono loro, che si dicono draghiani a prova di bomba, che dovrebbero convincere la Lega a sostenere con piu’ forza Draghi fino a fine legislatura e magari tenerlo a Palazzo Chigi anche dopo le elezioni, fino al 2026, a costo di rompere con la Meloni e mandare alle ortiche un centrodestra sempre piu’ antistorico. E se Salvini nicchia, Brunetta e i suoi dovrebbero dire che loro resteranno fedeli a Draghi, anche a costo di rompere con Berlusconi, imbambolato dall’impossibile promessa del Quirinale. Altrimenti sarebbe proprio Brunetta il protagonista involontario della sua metafora: sarebbe proprio lui, insieme a Forza Italia, ad “aprire quella porta“.
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