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Il Ddl Zan non scalda gli italiani

Il dibattito sull'omotransfobia seguito solo da un cittadino su sette e la maggioranza vorrebbe una mediazione

Nando Pagnoncelli 19/07/2021

Una manifestazione a favore del Ddl Zan Una manifestazione a favore del Ddl Zan Nonostante il clamore mediatico e politico, il dibattito sul Ddl Zan è stato seguito con attenzione solo da un italiano su sette, mentre quasi uno su due ignora completamente la questione oppure a mala pena ne ha sentito parlare. Ciò non significa che la questione sia poco importante per i cittadini, la maggioranza dei quali si esprime a favore di sanzioni severe per i reati di violenza o di istigazione alla violenza omofobica o transfobica; e prevale pure l'accordo per gli interventi che mirino a diffondere una cultura della tolleranza e l'invito alle scuole di prevedere momenti di formazione e di confronto tra gli studenti su questi temi, sia pure in presenza di una quota elevata di persone (26%) che non esprimono un parere.
 
Forse siamo in presenza di uno dei tanti effetti collaterali del Covid: i cittadini seguono meno il dibattito partitico e guardano con grande attenzione all'attività del governo. Come spesso accade quando si tratta di temi che rinviano ad aspetti etico-valoriali - dal divorzio, alla procreazione assistita e al fine vita, solo per citare qualche esempio - le opinioni sul Ddl Zan non sono affatto polarizzate per orientamento politico o per fede religiosa, ma sono piuttosto trasversali. La rigidità mostrata da alcune forze politiche sulla questione sembrerebbe quindi controproducente in termini di consenso, e si potrebbe immaginare un largo favore per i tentativi di mediazione.
 
L'opinione pubblica tuttavia, non procede per linee rette, infatti il tentativo di Matteo Renzi incontra il favore solamente del 17% degli italiani a cui si aggiunge un altro 17% che ritiene le proposte di modifica utili a far avanzare la legge, anche se impoveriscono il provvedimento. In tal caso le opinioni sono influenzate più che dal merito della proposta, da quella che possiamo definire eufemisticamente una "limitata simpatia" per il proponente, la cui popolarità oscilla stabilmente tra 10% e 11%. Non a caso la maggioranza relativa non crede nelle buone intenzioni di Renzi, ma è convinta che si tratti di un calcolo politico. Per una volta la politica non insegue l'opinione pubblica o forse non ha capito che l'opinione pubblica in larga misura è in altre faccende affaccendata. E' legittimo il sospetto che sia più probabile la seconda ipotesi.
TAG: ddl zan
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