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L'aprile crudele della pandemia

Manifestazioni di piazza mentre i vaccini arrancano e i partiti litigano

Paolo Mazzanti 07/04/2021

L'aprile crudele della pandemia L'aprile crudele della pandemia Aprile è il mese più crudele perché mescola ricordi e desideri, scrive il poeta (T.S.Eliot, “La Terra Desolata”): ricordi della normalità perduta e desideri di ripresa e riaperture. Così, in questo aprile del nostro scontento, contro le chiusure siamo arrivati alle manifestazioni di piazza davanti a Montecitorio e alla prefettura di Milano, al blocco dell’autostrada del sole tra Napoli e Roma, mentre le vaccinazioni arrancano (abbiamo vaccinato solo l’11% dei cittadini tra 70 e 79 anni), pare che AstraZeneca abbia il famoso “nesso causale” con alcune rare forme di trombosi e i partiti litigano.
 
I rigoristi vorrebbero riaprire solo quando i contagi saranno scesi a 2-3 mila al giorno in modo da poter ricominciare i tracciamenti e isolare i focolai, e gli aperturisti vorrebbero rischiare di più stabilendo almeno una data per le riaperture, col rischio di creare illusioni e nuove delusioni: ricordate che Franceschini aveva promesso per il 27 marzo la riapertura di teatri e cinema che non c’è stata? L’unica notizia positiva è l’accordo governo-sindacati sulla vaccinazione nelle fabbriche, sempre che i vaccini arrivino in numero sufficiente. Forse si vede la luce in fondo al tunnel, ma il tunnel è ancora lungo.
 
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