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La lunga guerra Salvini-Meloni

Il conflitto sul Copasir e sugli equilibri europei

Paolo Mazzanti 06/04/2021

La lunga guerra Salvini-Meloni La lunga guerra Salvini-Meloni Il conflitto sulla presidenza del Copasir (la commissione parlamentare di controllo sui servizi segreti) esplosa tra Salvini e Meloni è solo una battaglia nella guerra che sta opponendo i due soci del centrodestra divisi dal governo Draghi. Il presidente del Copasir è il leghista Raffaele Volpi, ma poiché la Lega è entrata nella maggioranza di governo, il posto dovrebbe andare a un esponente dell’opposizione, cioè a un fratellino d’Italia (il candidato è l’ex ministro Adolfo Urso), come vuole la legge anche se c’è il precedente contrario di D’Alema, che restò al vertice del Copasir anche quando il Pd entrò nella maggioranza che sosteneva Monti. I presidenti delle Camere cercheranno di dirimere la questione, mentre Letta ha già preso posizione a favore della Meloni. Intanto il Copasir non si riunisce da tre mesi, nonostante la crisi spionistica con Mosca e il caso dell’uccisione del nostro ambasciatore Attanasio in Congo.
 
Intanto Salvini è andato in Ugheria a mettere zizzania nel partito conservatore europeo presieduto dalla Meloni. Insieme a Orban, appena uscito dal Ppe, vorrebbe creare un unico raggruppamento a destra dei popolari, insidiando la posizione di Giorgia, che gli ha risposto a brutto muso: i conservatori sono forti e strutturati e non hanno intenzione di confluire in nulla; se Salvini vuole aggregarsi, se ne può parlare: come dire, caro Matteo, non azzardarti a rubarmi il giocattolo europeo. Sono scaramucce che fanno parte di un’unica guerra che ha come posta in palio la supremazia nel centrodestra e Palazzo Chigi nella prossima legislatura. Alcuni sondaggi danno Fdi addirittura al 18% e la Lega al 22: potrebbe bastare uno spostamento di 2-3 punti per il sorpasso e consacrare Giorgia leader è candidata premier del centrodestra. Per questo le battaglie tra Salvini e Meloni sono destinate a continuare ed aumentare d’intensità.
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