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L'incognita semestre bianco

Che succederÓ quando non ci sarÓ pi¨ il rischio di elezioni anticipate?

Riccardo Illy 03/03/2021

Mario Draghi nel cortile del Quirinale Mario Draghi nel cortile del Quirinale In condizioni normali, a fronte della frammentazione parlamentare e delle emergenze sanitaria ed economica da affrontare la Presidenza del Consiglio di Draghi sarebbe molto forte. Avrebbe implicitamente in tasca un'arma che non avrebbe nemmeno il bisogno di mostrare: le dimissioni. A seguito delle quali i partiti si troverebbero nella necessità di ricomporre un'improbabile maggioranza, ciò che richiederebbe diversi mesi. Con la spada di Damocle incombente delle elezioni anticipate. Mostrerebbero così ai cittadini elettori tutte le loro debolezze e incapacità; un rischio che non si potrebbero permettere. Ma fra alcuni mesi scatta il semestre bianco e, con il suo arrivo, lo spettro delle elezioni anticipate scompare.
 
Una volta entrati nel semestre bianco l'arma delle dimissioni di Draghi si spunterebbe. Anche perché, in virtù dei suoi forti valori etici, non potrebbe abbandonare la guida del governo lasciandolo in balia delle risse fra partiti. Ne consegue che da un lato Draghi cercherà di far approvare dal Parlamento i provvedimenti più importanti prima che scatti il semestre bianco. Dall'altro che, per ridurre al minimo il rischio di continui ricatti dell'uno o dell'altro partito, si dovrà accontentare talvolta di una maggioranza che è già stata battezzata "a geometria variabile" per l'approvazione dei provvedimenti che non raggiungano l'unanimità (della maggioranza). Il discorso programmatico che Draghi ha fatto alle Camere, pur contenendo obiettivi condivisibili, non indicava con precisione il modo per raggiungerli; il Premier non potrà quindi invocare quel voto di fiducia su un programma troppo generico per ottenere l'approvazione dei provvedimenti che proporrà a Governo e Parlamento.
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