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Salvini e le varianti del Covid

L'ingresso della Lega in maggioranza è un elemento di instabilità per Draghi

Vincenzo Visco 17/02/2021

Matteo Salvini. Sullo sfondo, Mario Draghi Matteo Salvini. Sullo sfondo, Mario Draghi Come era da aspettarsi, l'ingresso della Lega nel Governo Draghi rappresenta un elemento di instabilità che può rendere molto faticoso il compito del Presidente del Consiglio. Salvini ha iniziato attaccando personalmente due dei migliori ministri del Governo uscente: Lamorgese e Speranza, che tra i ministri era anche il più stimato e popolare, avanzando un'ipotesi di radicale discontinuità rispetto alle scelte del governo Conte in materia di sicurezza e sanità, e tentando di imporre una narrazione della realtà contraria ad ogni evidenza, ma utile a confondere e manipolare l'opinione pubblica, e a tener alta la tensione politica. In particolare, Salvini e i suoi hanno polemizzato duramente sulla scelta di rinviare ancora una volta l'apertura degli impianti sciistici, decisa in effetti con una tempistica e modalità che in condizioni normali sarebbero state inaccettabili, ma rese inevitabili dalla crisi di governo, e dalla difficoltà di un governo dimissionario di operare scelte molto drastiche e divisive.
 
Ma il punto di fondo di Salvini è quello che ha portato avanti fin dall'inizio della pandemia, oscillante ma sostanzialmente negazionista, contrario ai lockdown e alle mascherine, contrario alle chiusure e favorevole alle riaperture comunque, poco preoccupato della salute pubblica, dei morti e degli anziani che anzi in alcune esternazioni di esponenti della destra sono stati indicati come un peso, un costo, una zavorra. Salvini si è spinto fino al punto di sostenere che la campagna di vaccinazione italiana è errata e in ritardo, mentre risulta la migliore in Europa. Queste posizioni non possono essere tollerate.
 
Come dimostrano gli ultimi dati disponibili, stiamo andando incontro ad una nuova esplosione di contagi che, a causa delle nuove varianti del virus, molto più infettive delle precedenti, può raddoppiare in due settimane il numero degli ammalati e più che raddoppiare il numero dei morti. Questo è quindi il momento di giocare d'anticipo, cosa che non fu fatta lo scorso ottobre proprio a causa delle resistenze delle Regioni e delle opposizioni di allora, con le conseguenze che abbiamo potuto sperimentare. Anticipando il virus invece di inseguirlo avremmo potuto dimezzare i morti della seconda ondata. Non possiamo ripetere quell'errore. Ora è il momento di "chiudere" e di farlo rapidamente. Guai se il nuovo Governo si facesse condizionare da posizioni antiscientifiche e strumentali in un momento come questo.
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