Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Come regolare l'accesso al web dei minori

Dopo il caso della bimba di Palermo morta per una sfida su Tik Tok

Maximo Ibarra 25/01/2021

Come regolare l'accesso al web dei minori Come regolare l'accesso al web dei minori Quanto accaduto a una bimba di 10 anni a Palermo è qualcosa che nessun genitore al mondo vorrebbe mai vivere. Un “challenge”, così si chiamano le sfide nate qua e là nel variegato mondo delle piattaforme social, dove l’obiettivo sembra essere quello di viralizzare nel mondo virtuale, sempre più fatto da like, viewers, fan e followers, le proprie gesta che nel migliore dei casi sono frutto del proprio talento ma sempre più spesso giochi pericolosi di ragazzini e adolescenti desiderosi di uscire allo scoperto con la propria ingenuità infantile. I social non vanno demonizzati in toto, sono e restano utili per accorciare distanze, per accelerare la conoscenza, per migliorare il proprio business e, perché no, per sentirsi meno soli. Ma il web deve essere gestito con cautela e senza una regolamentazione più accurata e sofisticata rischia di diventare, come spesso lo è, una cassa di risonanza di fake news oppure come nel caso della bambina di Palermo un mondo virtuale parallelo ed ingannevole dove menti poco mature possono persino trovare una morte indotta da promesse di celebrità momentanea nell’universo di internet.
 
La decisione dell’Authority della Privacy in Italia è giustissima ed è finalmente una iniziativa che deve scuoterci. Temi quali la verifica dell’effettiva età dell’utente o in più in generale della propria identità sono quanto mai necessari per iniziare a mettere ordine nel far-west del web. Ci sono però enormi problemi: tanto per iniziare, un contenuto criminale può nascere su un social ed essere viralizzato su un altro, per cui tracciare il percorso diventa quasi impossibile. Secondo tema, ci troviamo di fronte ad algoritmi che accelerano il proprio potenziale grazie alla crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale rendendo il controllo delle piattaforme un’operazione veramente ardua; infine, c’è un’asimmetria che si allarga sempre più tra le conoscenze di chi possiede le piattaforme, rispetto a chi deve sottoporle a regolamentazione.
 
L’authority ha deciso di bloccare l’utilizzo di TikTok da parte dei minori di 13 anni, ma dopo 2/3 giorni non è chiaro cosa sia accaduto. Ora chi deve intervenire e come? Queste sono le domande molto urgenti a cui dobbiamo dare risposta il prima possibile, per il bene dei nostri ragazzi e di tutti noi genitori e adulti che ne siamo comunque responsabili in quanto siamo i primi a dover sempre vigilare.
Altre sull'argomento
Bimbi, web e genitori
Bimbi, web e genitori
Teniamo i figli per mano anche nei social
Altro parere
Altro parere
Odio e falsità ci riguardano
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.