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Italiani sconcertati per la crisi

Per il 55% risulta incomprensibile; il 30% vorrebbe che Conte andasse avanti; il 25% vorrebbe le elezioni

Nando Pagnoncelli 18/01/2021

Matteo Renzi. Sullo sfondo, Giuseppe Conte Matteo Renzi. Sullo sfondo, Giuseppe Conte All'incertezza sull'esito della crisi innescata dal ritiro della delegazione di Italia Viva dal Governo fa da contraltare la certezza della reazione di sconcerto e disorientamento della maggioranza degli italiani di fronte alla situazione che si è creata. Il disorientamento non riguarda solo i motivi della crisi (incomprensibile per il 55% degli intervistati), ma anche l'esito auspicato della stessa: uno su tre vorrebbe che il Conte 2 continuasse con o senza Italia Viva, uno su quattro vorrebbe andare a elezioni, uno su cinque auspica un governo di centrodestra o di larghe intese, uno su cinque non esprime preferenze di sorta. L'apertura di credito che i cittadini avevano manifestato nella primavera scorsa nei confronti dei partiti e dei leader politici si era già affievolita in autunno con l'incedere della crisi economica e la perdurante emergenza Covid, ma il conflitto nella maggioranza rischia di sancire una vera e propria frattura tra cittadini e politica.
 
Al di là del merito delle questioni, ignorato dai più, le liti vengono infatti considerate come un mero conflitto di potere, un conflitto che distoglie il governo dalle priorità del Paese, aumenta il senso di abbandono (soprattutto da parte di coloro che sono più esposti alla crisi) e in generale acuisce i sentimenti di antipolitica. Nell'opinione pubblica, il senso di urgenza delle decisioni da adottare (Recovery plan e Covid) confligge con il tempo "sprecato" per risolvere i conflitti politici. I tanto invocati "costruttori" avranno tra le priorità anche quella di ricostruire un clima di fiducia nel Paese, con un lavoro paziente di tessitura, pur nella consapevolezza che ci sarà sempre una Penelope in agguato.
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