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Renzi a Conte: sei un piccolo Trump

Dimesse le ministre Iv adesso la crisi deve approdare in Parlamento

Paolo Mazzanti 14/01/2021

Matteo Renzi Matteo Renzi Non sono bastate le esortazioni di Mattarella a "uscire dall'incertezza" e l'esternazione di Conte sull'asfalto, che il giorno prima Casalino (che ha smentito) avrebbe destinato a Renzi, per lanciare un tardivo ramoscello d'ulivo a Iv. Le ministre renziane Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto si sono dimessi perché non volevano restare al governo a fare tappezzeria. E Renzi ha sferrato un attacco frontale a Conte, dipingendolo come una specie di piccolo Trump (hai hai hai, Giuseppi) che disprezza le "forme e le procedure della democrazia, che non possono essere sospese neppure con la pandemia". Poi Renzi ha detto, bontà sua, che non si alleerà mai con Salvini e che non pone veti su alcun premier, ma "Conte non è l'unico nome". Va detto che Renzi è stato quasi costretto alla mossa estrema per non perdere la faccia. Forse sarebbe bastato poco per trattenerlo: una decina di commissari per far partire un po' di infrastrutture, come previsto sin da luglio dal decreto semplificazioni; l'attivazione di una quindicina di miliardi del Mes (da ridurre magari dai prestiti del Recovery), ma i grillini sono stati irremovibili; la cessione della delega sull'Intelligence a un sottosegretario qualunque.
 
Ma le concessioni non sono arrivate, salvo un po' di cosmesi al Recovery. Ora la palla passa a Conte, a Pd, M5S, LeU e ai famosi Responsabili che ormai, se davvero esistono, dovrebbero manifestarsi. I tempi non sono chiari, anche perché Renzi ha detto che voterà i nuovi ristori, la nuova emergenza sanitaria e le nuove restrizioni Covid: singolare esempio di un leader che se ne va dal governo approvandone i provvedimenti e forse non sa neppure lui se è uscito o no dalla maggioranza. A questo punto Conte non può esimersi dall'andare in Parlamento, proporre un programma per i prossimi due anni di legislatura e offrire il petto alla fiducia o alla sfiducia. E lì si parrà la sua nobilitate.
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