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La sfida all'ok Corrall tra Conte e Renzi

Verso il confronto in Parlamento dei due contendenti

Piero Ignazi 13/01/2021

La sfida all'ok Corrall tra Conte e Renzi La sfida all'ok Corrall tra Conte e Renzi Arriverà la tanto attesa ora dell’Ok Corrall in Parlamento? Assisteremo ad un nuovo scontro catartico tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte e l’irruento coetaneo di Matteo Salvini, Matteo Renzi? Forse sì, forse no. Impossibile dirlo, perché Conte si tiene ancora coperto e si limita a far filtrare alcuni avvertimenti. Quello che è certo è che il premier dimostra di avere nervi saldi e notevoli capacità di gestione dei conflitti.  Di fronte alle sparate dei vari esponenti di Italia Viva, fino al diapason del suo leader, il desiderio di rispondere pan per focaccia avrebbe trascinato anche il più paziente dei bonzi.  Invece Conte ha lasciato scorrere. Non reagisce veemente. Concede qualcosa e attende il momento dello show down.  Il primo atto riguarda il Recovery. Se questo era il vero tema del dissenso - e almeno qui qualche ragione Renzi l’aveva, come peraltro avevano fatto notare anche altri, pur senza strepitare tanto – allora vedremo se le modifiche apportate saranno sufficienti a soddisfare Italia Viva. Renzi dovrebbe enfatizzare l’accettazione delle sue richieste come il salvataggio del Recovery, gridando ai quattro venti che senza il suo intervento saremmo andati di fronte alla bocciatura della Commissione e al disastro del paese. Questo glielo lasceranno fare, purché poi si acquieti.
 
Ma è immaginabile che dopo aver gustato un po’ di miele dopo tanto fiele, il fiorentino si accontenti? Non sarebbe che l’inizio di uno stillicidio di rivendicazioni ultimative. Anche perché, una volta conquistata la scena mediatica, e Renzi ha avuto più spazio sui media di qualunque altro nell’ultimo mese (comprese una serie di interviste in ginocchio), non vorrà più tornare nelle retrovie del suo 3%. Continuerà a far pesare, come al tempo dei “cespugli” dei governi di centro-sinistra, il suo potenziale di ricatto. Gli si sono state lasciate briglie sciolte. Ora, frenarlo prima che porti tutti nel burrone, come ha fatto dal 2016 in poi, sarà molto difficile. Ma paradossalmente potrebbe riuscirci il meno navigato degli attuali protagonisti della scena politica: Giuseppe Conte.
 
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