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Bellanova, l'amazzone-carrarmato di Renzi

Chi Ŕ la ministra dell'Agricoltura di Iv che fa ballare Conte

Paolo Mazzanti 22/12/2020

Bellanova, l'amazzone-carrarmato di Renzi Bellanova, l'amazzone-carrarmato di Renzi Pensiamo che il premier Conte provi un leggero sussulto quando sente il passo da granatiere di Teresa Bellanova, 62 anni, rimbombare nei corridoi di Palazzo Chigi. E’ lei, ministro dell’Agricoltura, parlamentare dal 2006, già segretaria degli operai agricoli e poi dei tessili-calzaturieri della Cgil dopo essere stata giovanissima bracciante nei campi pugliesi di Ceglie Messapico, l’amazzone di sfondamento che Renzi ha scagliato come un ariete contro il premier per imporre una verifica che potrebbe sfociare nella crisi. Lei si è buttata nella lotta con la stessa foga con cui da giovane combatteva i caporali. “Conte dice che siamo anomali? Io dico che anomalo è un premier che ha presieduto due governi opposti” ha detto senza cerimonie, confermando di essere pronta a lasciare la poltrona (“Noi non facciamo tappezzeria”) insieme alla collega alla Famiglia Bonetti e al sottosegretario al commercio estero Scalfarotto, il che significherebbe crisi conclamata.
 
E’ stata lei a far saltare il primo appuntamento Conte-Iv la settimana scorsa perché impegnata a Lussemburgo nel braccio di ferro sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari su cui ha posto il veto col sostegno pieno delle organizzazioni agricole di cui è ormai la dea protettrice. Durante un collegamento tv da casa è stata molto elogiata anche sui social per l’albero di Natale, luccicante e rotante. “Girerò i complimenti a mio marito - ha detto lei spiccia - perché l’albero è opera sua. Io non ho tempo per queste cose”. Il marito è un interprete marocchino, Abdellah El Motassime, conosciuto in gioventù durante una missione della Cgil a Casablanca, da cui ha avuto un figlio oggi ventenne. Non è la prima volta che minaccia le dimissioni: l’ha già fatto l’anno scorso per imporre ai grillini riluttanti la sanatoria per braccianti e badanti. Vedremo se ora la spunterà su Recovery Plan, Mes e delega sui servizi segreti: le tre richieste di Iv a Conte. E noi abbiamo finalmente capito perché nel settembre 2019 Renzi al governo giallorosso promosse lei e non la Boschi: aveva bisogno di un carrarmato, non di una bambolina.
 
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