Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Gestire il Natale non Ŕ banale

... per il consenso politico

Giuseppe Roma 02/12/2020

Gestire il Natale non Ŕ banale Gestire il Natale non Ŕ banale Non manca chi, in nome del raziocinio, disapprova l‘ eccessiva attenzione rivolta da governo e media alle prossime festività natalizie. A questi critici, tuttavia, sembra mancare un po’ di sensibilità sociologica per comprendere i termini di una questione meno insignificante di come appare. Sembra innaturale che si pensi a far festa fra dolori e paure provocate dalla pandemia, con 800mila posti di lavoro persi e 700mila occupati a rischio, per ora protetti solo da cassa integrazione e blocco dei licenziamenti, con un Pil sprofondato del 10% in 13 anni di crisi varie, nonostante la straordinaria iniezione di aiuti erogati, in questi mesi, per 100 miliardi, per giunta presi a prestito. L’Italia sembra diventata una repubblica democratica fondata sulle vacanze, più che sul lavoro. Poi, però, basta leggere un autorevole columnist del Financial Times per accorgersi che anche il mondo anglo-sassone riflette su come “salvare” il Natale. E altrettanto vale per Germania e Francia. Non è sufficiente la spiegazione puramente commerciale. I più attenti analisti valutano che, pur se a Natale tradizionalmente si spende di più in cibo e regali, l’incidenza di questi extra sui consumi annuali non si è mai dimostrata decisiva per raddrizzare il buon andamento dell’economia.
 
Il Natale è invece importante per la politica e non solo. Prima che film definiti in modo dispregiativo cine-panettoni ne svilissero il senso, valori natalizi di ben altro spessore hanno ispirato grandi intellettuali come Edoardo de Filippo con il Lucariello di Natale in casa Cupiello o il regista Frank Capra de La vita è meravigliosa. Natale e capodanno rappresentano un lungo periodo festivo (nove giorni) che unisce tutti: credenti e no, giovani e anziani, ricchi e poveri. Nelle la festa è marcata con luci e addobbi, in casa con l’albero o il presepe. La generalità delle persone e delle famiglie è spinta a pensare agli altri anche solamente attraverso un regalo o rivolgendo un pensiero augurale. Il periodo natalizio rappresenta, poi, un momento d’incontro per condividere cibo, chiacchiere o giochi, un’occasione per una breve vacanza, per una visita a parenti o al paese d’origine. E’ anche un rito di rinascita, magari semplicemente per scacciare l’anno vecchio e sperare nel nuovo. Cose per alcuni importanti per altri insignificanti, per tutti una pratica consolidata che quest’anno necessariamente verrà ridotta e ridimensionata, producendo solitudine e scontento. E alla fine scopriamo che non è questione poi così banale per il consenso politico.
Altre sull'argomento
 L'incognita giustizia sulla crisi
L'incognita giustizia sulla crisi
E' il vero tema della rottura Renzi-Conte, e ora c'Ŕ l'inchiesta su ...
Bonus e incentivi: non tutto Ŕ da buttare
Bonus e incentivi: non tutto Ŕ da buttare
Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilitÓ e digitalizzazione ...
Le ragioni nascoste della crisi
Le ragioni nascoste della crisi
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Altro parere
Altro parere
Stop al virus del narcisismo
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.