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Di Maio nella palude grillina

Che sta logorando governo e maggioranza

Paolo Mazzanti 30/11/2020

Di Maio nella palude grillina Di Maio nella palude grillina Parecchi grillini hanno mugugnato per il giubilo con cui Pd e Iv hanno salutato il “sì” del centrodestra sullo scostamento di bilancio. Avranno pensato che di questo passo si potrebbe davvero arrivare a quel governo di unità nazionale che marginalizzerebbe il M5S e sfilerebbe la poltronissima a Conte, mentre impazza il totonomi per l’eventuale rimpasto. Ma se c’è un responsabile di questa situazione è proprio il M5S e la sua incapacità di decidere una linea coerente con la decisione storica di votare, il 16 luglio 2019, a favore della Von der Leyen e abbandonare il populismo antieuropeo. Da allora i grillini non solo non hanno fatto passi avanti, ma ne hanno fatto qualcuno indietro, come sulla tenace avversione al Mes.
 
Ma venerdì, dopo il voto unanime sullo scostamento di bilancio, Di Maio ha fatto finalmente un passettino avanti, ma “a titolo personale”: ha diffuso un documento in 10 punti (debito, consumi, produttività, denatalità, lavoro, scuola, sanità, pubblica amministrazione, giustizia e sicurezza) per “riprogettare il Paese”, con un “disarmo tra le forze politiche”, cioè in primo luogo, par di capire, con Forza Italia. Infatti Brunetta lo ha riempito di elogi. Ma come si concili questo Di Maio ecumenico e dialogante con Di Battista, che ha definito i berlusconiani “letame immorale”, fa parte dell’insondabile mistero grillino, che il congresso infinito non ha ancora svelato. Pare inoltre che Di Maio stia brigando, consultando persino D’Alema, per accasare il M5S nel gruppo europeo dei socialisti e democratici di cui fa parte il Pd. Anche qui “a titolo personale”? Come “a titolo personale” ha incontrato la presidente del Senato berlusconiana Casellati? Di Maio esca dal “titolo personale” e rivendichi esplicitamente la leadership del M5S, sfidando in campo aperto Di Battista in vista delle elezioni della segreteria collegiale. Altrimenti finirà per trascinare governo e maggioranza nella palude. A titolo personale.
 
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