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Il sasso di Sassoli nello stagno

PerchÚ ha proposto la cancellazione dei debiti e ha detto no al Mes

L'Irriverente 25/11/2020

Il sasso di Sassoli nello stagno Il sasso di Sassoli nello stagno Come mai il presidente dell’Europarlamento, il piddino David Sassoli ha abbandonato i toni ecumenici e banali del suo ruolo super partes per lanciare un sasso nello stagno, con la proposta di cancellare i debiti con la Bce per il Covid e la dichiarazione contro il Mes? Perché entrare in un ginepraio tecnico, beccandosi subito una bacchettata dalla presidente della Bce Lagarde (“La cancellazione dei debiti è contraria ai Trattati“) e un rimbrotto da parecchi esponenti del Pd che continuano a chiedere il Mes? Ma l’intervento di Sassoli, ex giornalista Rai asceso per grazia ricevuta alla poltronissima dell’Europarlamento, non era certo tecnico-finanziario, ma squisitamente politico: un’apertura verso i grillini, che vorrebbero più debiti per sussidiare gli italiani, ma non il Mes.
 
E perché Sassoli dovrebbe cercare la benevolenza dei grillini? Si sa che il suo nome è nella rosa degli esponenti piddini per la candidatura a sindaco di Roma, ma lui (che partecipò senza successo alle primarie romane quando la spuntò Ignazio Marino) non ha nessuna intenzione di cimentarsi in una gara rognosa per un ruolo ingrato, faticosissimo, poco pagato e fonte quasi inevitabile di grane giudiziarie. Per di più, dovrebbe lasciare anzitempo la presidenza dell’Europarlamento, il che non sarebbe certo commendevole agli occhi dei soci europei. E poi i grillini sono già vincolati dall’autoricandidatura della Raggi e non potrebbero certo sostenere Sassoli, almeno al primo turno. In realtà, probabilmente il prode David, cui evidentemente non fa difetto né l’ambizione né l’autostima, ha di mira un colle più alto del Campidoglio, anzi il Colle più alto di tutti. Attenzione ai tempi: lui scade alla presidenza dell’Europarlamento a metà legislatura, perché gli accordi della maggioranza europea prevedono la staffetta con un popolare, probabilmente il capogruppo del Ppe Manfred Weber. E la staffetta dovrebbe scattare nel dicembre 2021, poche settimane prima che comincino le votazioni per il nuovo Capo dello Stato, per il quale i grillini, che hanno oltre 300 dei poco più di mille “grandi elettori” (tutti i parlamentari più 60 delegati regionali) non hanno ancora un candidato. Come diceva Andreotti: a pensar male...
 
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