Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Ma i grillini non somigliano ai democristiani

La Dc non ha mai avuto paura di contarsi nei congressi

Paolo Mazzanti 17/11/2020

Ma i grillini non somigliano ai democristiani Ma i grillini non somigliano ai democristiani In questi giorni, dopo la deludente conclusione degli Stati Generali che non hanno risolto nessuno dei nodi politici dei grillini, si sente dire che i Cinquestelle somiglierebbero ai vecchi democristiani. Se questo significa che anche i democristiani nella gestione del partito e delle sue molte correnti interne adottavano riti e liturgie incomprensibili ai più, il parallelo ci può anche stare. Se invece si riferisce a una presunta inconcludenza dei congressi, il vecchio nome degli Stati Generali, bisogna dire che la Dc era proprio il contrario del M5S, che sembra paralizzato quando si tratta di decidere linea politica e leadership. La Dc, pur nei suoi modi misterici e felpati, la democrazia interna l’ha sempre praticata e ha sempre fatto precedere le principali evoluzioni politiche del Paese da congressi combattuti all’ultimo voto.
 
Nel 1962, l’avvento del centro sinistra fu preceduto dal congresso di Napoli in cui Aldo Moro “appitonò” la platea dei delegati con un discorso di 6 ore e sconfisse il vecchio centrismo. Nel 1980 il congresso del “preambolo” mise fine alla politica del compromesso storico col Pci e tornò all’alleanza col Psi. Ma due anni dopo, nel 1982, di fronte all’aggressiva competizione socialista, il congresso elesse segretario De Mita che avrebbe dovuto “demitizzare Craxi”. Lo stesso De Mita fu disarcionato dalla segreteria nel 1989 dal congresso del Caf (Craxi-Andreotti-Forlani) che intronizzò Forlani. Insomma, i democristiani non hanno mai avuto paura di combattersi e contarsi, applicando fino in fondo il confronto interno. La Dc sarà stata forse poco cristiana, ci avrà lasciato in eredità un sacco di magagne (a cominciare dal debito pubblico), ma non si può certo dire che non sia stata democratica.
Altre sull'argomento
I veri obbiettivi del dialogo Fi-Pd
I veri obbiettivi del dialogo Fi-Pd
Sono la legge elettorale e l'elezione del Capo dello Stato
La furbizia dell'allargamento della maggioranza
La furbizia dell'allargamento della maggioranza
Ciascuno persegue i suoi obbiettivi ma chi rischia Ŕ il governo
E Conte ci mise la faccia
E Conte ci mise la faccia
Si assume la responsabilitÓ del pasticcio calabrese per tenere unita ...
Le condizioni di Di Battista al M5S
Le condizioni di Di Battista al M5S
Alla fine degli Stati Generali Ŕ andato in scena lo scontro politico ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.