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Covid, doccia scozzese tra paura e ottimismo

Mentre continua il ping pong tra governo e Regioni

L'Irriverente 13/11/2020

Covid, doccia scozzese tra paura e ottimismo Covid, doccia scozzese tra paura e ottimismo Ricciardi: ”Sulla base dei nostri dati i prossimi mesi saranno terribili”. Crisanti: ”Non scommetterei sul fatto che non ci sarà un lockdown generale”. Brusaferro e Locatelli: ”Sembra esserci una prima piegatura della curva dei contagi”. Remuzzi: ”Il vaccino non ci farà ammalare, anche se non ucciderà il virus”. In questi giorni siamo sottoposti a una continua doccia scozzese tra paura e ottimismo, mentre la curva dei contagi non si riesce ad abbassare (ieri 47 mila) i morti hanno superato abbondantemente i 500 al giorno (come aveva previsto il presidente dei Lincei Parisi invocando misure più restrittive) e gli ospedali scoppiano.
 
Ma il governo sembra aver perso il piglio decisionista della primavera, traccheggia e cincischia, vorrebbe che le misure più dure le assumessero le Regioni e i Comuni, che a loro volta cercano di ripararsi dietro l’odiato Palazzo romano. Persino i trionfatori delle regionali titubano e offrono ricette stravaganti: Zaia invoca i veterinari per fare i tamponi (che pare non ne vogliano sapere, forse perché vacche, cani e cavalli sono più mansueti degli umani); Toti cerca affannosamente infermieri per le RSA e De Luca, dopo le manifestazioni di piazza a Napoli, ha nascosto il lanciafiamme e preannuncia querela contro Ricciardi mentre al Cardarelli si muore nei bagni del pronto soccorso. I magistrati, col solito straordinario tempismo, indagano sui vertici della Regione Sardegna che hanno riaperto le discoteche, a Ferragosto. Intanto Conte telefona al patron di Emergency Gino Strada per chiedergli di andare ad aiutare il commissario della sanità in Calabria, come fosse l’Afghanistan o la Siria. Ma siamo proprio certi che il Covid attacchi i polmoni e non in cervello?
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