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Sii civile tu che puoi

Papa Francesco e le unioni gay

L'Irriverente 27/10/2020

Papa Francesco Papa Francesco Spunta, in edizione un po' diversa, una vecchia intervista a Papa Francesco che suscita grande sorpresa, anche un po' di scandalo. Lui è a capo di un ordinamento statale che mai e poi mai darà dignità di sacramento all'unione di coppie diverse dal modello uomo-donna, e ora pare auspicare che gli ordinamenti di altri Stati facciano qualcosa, riconoscano le coppie omosessuali, con una "unione civile" per dare loro "copertura legale". Non un sacramento, sarebbe assurdo, ma pure il termine matrimonio è bandito, per quanto civile.
 
Che poi, per la dottrina cattolica, un matrimonio civile o un'unione civile, senza stare a preoccuparsi del sesso delle persone in questione, sono lo stesso peccato: concubinato. Possiamo semmai discutere quale peccato sia peggiore, il matrimonio dal sindaco o l'unione all'anagrafe, di coppia etero o omo, quattro varianti. Però, per dare regole e protezione legale, con cristiana carità, ci si rivolge a un ordinamento esterno, diverso, per definizione laico. E che, per inciso, è diventato "caritatevole" dopo lunghe battaglie, peraltro non concluse. Come se io, addolorato per la condizione di un senzatetto, mi rifiutassi di prenderlo in casa mia e auspicassi che lo facessero altri. La mia dottrina non può ma la vostra sì (se no, muovetevi), quindi fatelo voi e io mi sentirò sollevato.
 
Qui si aprono praterie, legali e teologiche. Va dato merito a Papa Francesco di aver gettato nello stagno un bel sasso, che ha fatto poco splash perché oggi abbiamo altro per la testa. Semmai un antico ricordo di catechismo risuona ironico. Dei sette sacramenti, il matrimonio è l'unico dove i ministri sono sempre e solo laici: gli sposi. Non il prete che benedice e registra, con i testimoni, e che nel rito concordatario in Italia agisce anche da sindaco. Quindi l'unione civile di due persone adulte e responsabili ha lo stesso pilastro del matrimonio religioso, gli sposi, non la chiesa. E' a modo suo un sacramento laico, e può essere visto come un cerchio quadrato, gesuitico.
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