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La difficile convivenza col Covid 19

Le nuove regole del Dpcm in attesa dei lockdown regionali

Giancarlo Santalmassi 14/10/2020

La difficile convivenza col Covid 19 La difficile convivenza col Covid 19 Diciamolo chiaramente: Conte e il suo governo si sono fatti cogliere impreparati alla seconda ondata di Covid 19. Lo dicono i numeri preoccupanti per i ritmi di crescita delle infezioni ormai superiori a quelli di marzo, e il fatto che il premier si è garantito i poteri dell’emergenza fino alla fine di gennaio. Di fronte all’alternativa morire di virus o morire di fame ha escluso una nuova chiusura totale (cd. lockdown). Probabilmente le chiusure totali si faranno a livello regionale. Infatti secondo Fabrizio Pregliasco per i lockdown regionali è solo questione di tempo. "Andando avanti così, tra due e tre settimane dovremo chiudere i confini", spiega il virologo e ricercatore di igiene dell'Università degli Studi di Milano che sembra preparare “psicologicamente” il terreno necessario a una nuova, drastica stretta: "La decisione non deve essere vissuta come preoccupazione da parte dei cittadini, ma come necessità, opportunità e responsabilità per sé e per la comunità di cui si fa parte”.
 
Nella conferenza stampa di ieri pomeriggio Conte ha mostrato imbarazzo alla domanda di un giornalista sull’aumento degli stipendi dei dirigenti di Palazzo Chigi (“incrementi stipendiali” li ha definiti il premier). “Erano già previsti”: insomma lui non c’entra. Per gli elogi c’entra eccome. Per le critiche no. Per il resto, confermati l’obbligo di mascherina sull’intero territorio nazionale. Divieto di feste private al chiuso o all'aperto e "forte raccomandazione" a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. E' la novità principale, tacendo sulla balzana idea che un poliziotto o carabiniere possa bussare alla porta, o sull’implicito invito alla delazione del vicino (avete presente che alleggerimento della lentezza della giustizia ci sarebbe se fossero vietate le cause per liti condominiali?). Restano consentite, con le regole fissate dai protocolli già in vigore, le cerimonie civili o religiose come i matrimoni (e i funerali). Le feste conseguenti alle cerimonie possono invece svolgersi con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Nelle abitazioni private è "comunque fortemente raccomandato di evitare feste e ricevere persone non conviventi" in numero superiore a 6. Gran finale in Parlamento: Conte ha chiesto la collaborazione di tutti i partiti.
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