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Roma, Raggi, Calenda e il Pd

Quale sindaco per la capitale dopo i danni della prima cittadina grillina

Innocenzo Cipolletta 13/10/2020

Virginia Raggi Virginia Raggi Il Pd non lo sa ma la Raggi a Roma, ricandidandosi da sola, gli ha fatto un enorme favore. Ha evitato che il Pd facesse un'alleanza con il M5S a Roma, ciò che avrebbe lasciato alla destra il grande vantaggio di puntare la campagna elettorale sui gravi danni che la Raggi ha causato alla città, ottenendo così il voto dei molti che non ne possono più di questa giunta. La recente probabile disponibilità di Calenda a candidarsi a sindaco di Roma può essere il secondo fatto positivo, se il Pd saprà superare le normali ritrosie interne e se Calenda avrà la pazienza di attendere che si formi questa determinazione nel Pd, rinunciando per un po' alla sua vis polemica. Se ne avvantaggerebbe la città di Roma che vuole voltare pagina dopo la Raggi ed evitare una destra che già con Alemanno ha dimostrato di essere incapace di gestire una capitale come Roma.
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