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Col "taglio" l'attuale Parlamento e' delegittimato?

Un argomento che il centrodestra potrebbe essere tentato di cavalcare

Paolo Mazzanti 23/09/2020

La Camera dei deputati La Camera dei deputati Salvini ha detto che sarebbe "bizzarro" se l'attuale Parlamento, che sarebbe "delegittimato" dopo il taglio di 345 deputati e senatori approvato dal 69% dei votanti, andasse avanti un anno e mezzo ed eleggesse il prossimo Capo dello Stato nel gennaio 2022. L'ex ministro di centrodestra Tremonti ha rincarato la dose affermando che a quel punto sarebbe "delegittimato" anche il prossimo presidente della Repubblica che resterebbe in carica fino al 2029, perché alla sua elezione avrebbero concorso 345 parlamentari ormai "abusivi". Tremonti ha citato il precedente dell'approvazione della legge elettorale maggioritaria (il Mattarellum) uscito dal referendum antiproporzionale del 1993 che indusse l'allora Capo dello Stato Scalfaro a sciogliere anticipatamente le Camere e convocare le elezioni anticipate all'inizio del '94, col pieno consenso del governo di Carlo Azeglio Ciampi che controfirmò il decreto di scioglimento.
 
Oggi il premier Conte molto probabilmente non accetterebbe di controfirmare un eventuale scioglimento, anche perché esiste una maggioranza decisa ad andare avanti e perché la legge di riforma costituzionale che riduce i 345 parlamentari specifica che il taglio si applica dalle prossime elezioni. Del resto, non pare che Mattarella consideri "delegittimato" l'attuale Parlamento e necessarie nuove elezioni. E lo stesso Salvini e il centrodestra non hanno ancora deciso, al di là dell'aggettivo "bizzarro", se cavalcare questo argomento con la grancassa propagandistica, forse per non mettersi contro il Quirinale in questo momento delicatissimo, tra rischio di seconda ondata Covid e Recovery Plan. Forse capiscono anche loro che dalle urne è uscita una domanda di stabilità e temono di perdere consensi giocando al "tanto peggio, tanto meglio".
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