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Il governo tra regionali e referendum

Le consultazioni del 20-21 settembre e le conseguenze sul quadro politico

Paolo Mazzanti 07/09/2020

Il governo tra regionali e referendum Il governo tra regionali e referendum Le convulsioni politiche dell’agosto 2019, tra Papeete di Salvini, crisi del governo gialloverde e nascita a sorpresa del governo giallorosso, quest’anno potrebbero arrivare a settembre, se le elezioni in 7 regioni e il referendum sul taglio dei parlamentari dovessero essere molto negativi per la maggioranza. Il premier Conte esclude scaramanticamente riflessi sul governo, ma il segretario Pd Zingaretti onestamente riconosce che l’esito delle consultazioni non potrà non influenzare gli equilibri politici nazionali.
 
Certo, Zingaretti lo dice anche per indurre gli elettori grillini a votare i candidati presidenti piddini, applicando il “voto utile” soprattutto in Puglia, nelle Marche e anche in Toscana, dove il M5S non ha chance di successo e dove il centrodestra potrebbe prevalere, strappando le tre regioni alla sinistra. E se poi al referendum elettorale dovessero prevalere i “no”, gli effetti destabilizzanti sui grillini sarebbero imprevedibili e potrebbero far esplodere il Movimento e far naufragare il governo Conte, a tre settimane dalla presentazione del Recovery Plan in Europa.
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