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Addio Zavoli, maestro di giornalismo

Il ricordo delle trasmissioni radio e tv che hanno fatto epoca

Giancarlo Santalmassi 05/08/2020

Sergio Zavoli Sergio Zavoli Con la morte di Sergio Zavoli scompare una colonna esemplare del giornalismo italiano. Di lui si possono ricordare mille trasmissioni radiofoniche e televisive, inchieste e racconti. Scelgo le mie preferite a memoria: ho lavorato 45 anni al Tg anche alle sue dipendenze (se così si può definire il luogo in cui hai sempre da imparare) e quindi ho un denso file. Scelgo appunto: "La notte della Repubblica" che a quarant’anni dalla strage di Bologna, andrebbe rivisitata e replicata per ricordare e  approfondire. A dimostrazione del suo eclettismo "Il processo alla tappa", le sue trasmissioni sul Giro d’Italia che fecero del ciclismo una sorta di moderno eroismo sulle orme di Bartali e Coppi che allora non avevano i media in diretta come oggi e nemmeno tanti elicotteri in volo. Voce magica, flautata, per molti di noi "the voice".
 
Straordinaria (e concludo col cucchiaino del caffè una intera enciclopedia professionale) l’intervista a Franca Viola, la ragazza siciliana figlia di una coppia di coltivatori diretti che, all'età di quindici anni, con il consenso dei genitori si fidanzò con Filippo Melodia. Quando Melodia venne arrestato per furto e appartenenza ad una banda mafiosa il padre di Franca, Bernardo Viola, fu indotto a rompere il fidanzamento; per queste ragioni, la famiglia Viola fu soggetta ad una serie di violente minacce ed intimidazioni: il loro vigneto venne distrutto, il casolare annesso bruciato e Bernardo Viola addirittura minacciato con una pistola al grido di "chista è chidda che scaccerà la testa a vossia" (questa - la pistola - è quella che le farà saltare la testa) ma tutto ciò non cambiò la sua decisione.
 
Il 26 dicembre, all'età di 17 anni, Franca Viola fu rapita (assieme al fratellino Mariano di 8 anni, subito rilasciato) da Melodia, che agì con l'aiuto di dodici amici, con i quali devastò l'abitazione della giovane e aggredì la madre che tentava di difendere la ragazza. Franca fu violentata, malmenata e lasciata a digiuno, quindi tenuta segregata per otto giorni inizialmente in un casolare fuori dal paese e poi in casa della sorella di Melodia ad Alcamo stessa; il giorno di Capodanno, il padre della ragazza fu contattato dai parenti di Melodia per la cosiddetta "paciata", ovvero per un incontro volto a mettere le famiglie davanti al fatto compiuto e far accettare ai genitori di Franca le nozze dei due giovani. Il padre e la madre di Franca, d'accordo con la polizia, finsero di accettare le nozze riparatrici e addirittura il fatto che Franca dovesse rimanere presso l'abitazione di Filippo, ma il giorno successivo, 2 gennaio 1966 la polizia intervenne all'alba facendo irruzione nell'abitazione, liberando Franca ed arrestando Melodia ed i suoi complici. Così Franca divenne simbolo della riscatto e della libertà femminile.
 
L’altra cosa che voglio ricordare è lo straordinario documentario radiofonico "Clausura". Zavoli sussurrando fece parlare le suore di clausura in modo struggente, senza far sentire la mancanza di una immagine, della Tv. Le sbarre si vedevano sentendole dalla sua voce.
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