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Fontana e la Lega accerchiati dalle inchieste

L'avviso di garanzia al presidente lombardo per lo scandalo dei camici

Paolo Mazzanti 27/07/2020

Fontana e la Lega accerchiati dalle inchieste Fontana e la Lega accerchiati dalle inchieste E’ solo la punta dell’iceberg l’avviso di garanzia al presidente leghista della Lombardia Attilio Fontana per lo scandalo dei camici sanitari da 513 mila euro prima venduti e poi “donati” alla Regione dall’azienda del cognato e della moglie, quando la notizia stava affiorando per un’inchiesta di Report. Fontana, che aveva detto di non saperne nulla, in realtà ha cercato precipitosamente di pagare lui i camici al cognato con 250 mila euro prelevati da un conto svizzero da 4,4 milioni (da cui la segnalazione dell’antiriciclaggio di Bankitalia alla Procura di Milano), provenienti dall’eredità della madre dentista, così almeno ha affermato lo stesso Fontana, che li aveva accumulati alle Bahamas probabilmente per non pagare le tasse e poi “scudati” grazie alla voluntary disclosure. Dal che si deduce che: Fontana ha mentito perché sapeva tutto; la vendita dei camici era illegale perché contraria alle regole sul conflitto d’interessi; Fontana ha cercato di metterci una pezza che si è rivelata peggiore del buco, perché ha sollevato il velo sul suo conto svizzero “scudato”, che è legittimo ma non proprio edificante per un “rappresentante del popolo”.
 
Ma questa è solo una delle inchieste che accerchiano la giunta lombarda e la Lega: ci sono anche quelle sulle Rsa e sulla mancata zona rossa di Bergamo, sul San Matteo di Pavia e la DiaSorin per le ricerche sul Covid affidate senza gara e infine l’inchiesta sulla Lombardia Film Commission, con l’accusa di tangenti sulla vendita di un immobile a carico di due commercialisti della Lega. E poi ci sono le inchieste su Salvini: l’accusa di sequestro di persona sulla nave Diciotti per cui a giorni dovrebbe iniziare il processo, fino alle presunte tangenti russe e ai famosi 49 milioni da restituire per le truffe sui rimborsi elettorali. E infine le inchieste sull’ex sottosegretario Siri per tangenti sull’eolico, che lambiscono ambienti mafiosi, e sul tesoriere Centemero per i soldi versati dal costruttore Parnasi alla fondazione leghista “Piu’ Voci”. Salvini, come Berlusconi, parla di “inchieste a orologeria”, mentre Pd e M5S chiedono le dimissioni di Fontana, che porterebbero a elezioni in Lombardia. E questo potrebbe picconare il bastione lombardo della Lega, già in crisi di consensi e tallonata dalla 
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