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Maggioranza con Berlusconi? Prodi rompe il tabu'

Ma la creazione di una coalizione "europeista" si scontra con le differenze tra M5S e Fi

Paolo Mazzanti 10/07/2020

Romano Prodi Romano Prodi Sempre più convinto che ci voglia una maggioranza saldamente europeista per affrontare i tempi cupi che si prospettano, Romano Prodi ha infranto il tabù: ci si può alleare anche con Berlusconi, che nell'Europarlamento ha votato per la Von der Leyen insieme a piddini e grillini (e contro Lega e Fdi) e fa pur sempre parte del Partito popolare europeo guidato da Angela Merkel. "E poi la vecchiaia porta saggezza" conclude il padre nobile del centrosinistra, senza precisare se la vecchiaia e la saggezza sono sue, di Berlusconi o di tutti e due. Prodi ha sconfitto due volte l'ex Cavaliere nelle urne, salvo essere disarcionato in entrambi i casi dai suoi alleati: quindi se lo dice lui... Ma l'endorsement prodiano, che probabilmente guarda anche all'elezione per il Quirinale del gennaio 2022, rischia di non sortire effetti perché tra il dire e il fare c'è di mezzo un mare di diffidenze.
 
Quanti grillini sarebbero disposti ad allearsi con Berlusconi, considerato la quintessenza della Casta e definito spregiativamente da Grillo lo "psiconano"? E quanti forzitalioti sarebbero pronti a unire i loro voti al M5S che ha appena presentato una proposta di legge anti berlusconiana sul conflitto d'interessi, tradendo un centrodestra ancora maggioritario nei sondaggi? Va bene l'Europa, ma i contrasti nazionali sembrano insormontabili. A meno che in Fi e nel M5S non accadano cose oggi impensabili. I grillini dovrebbero accelerare gli Stati Generali e scegliere una linea politica e un capo decisamente filogovernativi. E Berlusconi dovrebbe lasciare la guida di Forza Italia e assumere un ruolo da "padre nobile" non operativo, un po' come Prodi rispetto al Pd, ottenendo magari in cambio quella commissione d'inchiesta sui suoi processi che oggi solo Renzi sembra disposto a concedere. Ma questi rischiano di essere solo sogni d'inizio estate.
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