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La corruzione, questa conosciuta

Dopo il caso Atm a Milano lo scandalo dell'ufficio catasto a Roma

Giancarlo Santalmassi 25/06/2020

La corruzione, questa conosciuta La corruzione, questa conosciuta Dopo le (presunte) tangenti all’Atm di Milano e quelle all’ufficio del catasto di Roma le condizioni della nostra economia, stremata dal lockdown, sono tali che il dopo Covid può dare il via libera alla corruzione, ma quella “bassa”. Già si intravvede che la delinquenza organizzata (mafia, camorra e ‘ndrangheta) con la sua enorme liquidità sta planando su esercizi (negozi, bar, immobili) diventati una preda facilissima. In aggiunta, il capo della Guardia di Finanza dice che ci sono 850 indagati per truffe legate alla pandemia (mascherine e altro). L’unica differenza con Tangentopoli è che oggi, almeno sinora, non ci sono politici coinvolti (i soldi arrivati dal Venezuela alla “Casaleggio e associati” ha tutta l’aria della fake new, scoop della stampa spagnola, fino a prova contraria) ma solo funzionari. In queste condizioni come si può semplificare, sburocratizzare per dirla con il presidente del consiglio Conte, e magari sospendere la legge sugli appalti? Se guardiamo le prime pagine dei giornali di oggi sono tutte legate al caso Emilio Fede e pochissime al caso corruzione di Milano, che ricorda Tangentopoli e che avrebbe meritato molto più spazio.
 
“La corruzione purtroppo c’è sempre stata e sempre ci sarà, il problema è cercare di contrastarla sempre più efficacemente. Sono in azione, in perfetta buonafede, agguerriti sostenitori dei sistemi snelli e veloci. Si sentono proclami del tipo: se dobbiamo seguire tutte le procedure è finita, l’attuale codice degli appalti va derogato. La farraginosità dell’apparato burocratico è frutto di politiche scientemente perseguite, e va detto che la scelta pubblica in deroga a norme e disposizioni vigenti, figlia primogenita di qualsiasi emergenza, è la via maestra della corruzione e dell’infiltrazione mafiosa”: è il pensiero di un magistrato che se ne intende come Giancarlo Caselli. Riformare la legge sugli appalti, l’Anac? Soprattutto dopo che Cantone è andato a Perugia? (Nota bene: ha competenza su Roma). Si può anche immaginare di ingrassare la lista delle riforme promesse e mai realizzate. È vero, esiste il Greco. Sta a Strasburgo: è un acronimo francese che sta per “Groupe d’Etats contre la Corruption” ed è del consiglio d’Europa, membri 49 stati, compresi Stati Uniti e Bielorussia. Ma basta? La verità (chissà se si può dire così) è che l’etica è una questione pre-politica. È come il codice della strada. O uno lo rispetta, oppure si va a campione, perché non si può mettere un agente della stradale dietro ogni automobilista.
 
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