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L'app Immuni e i timori per la privacy

Le preoccupazioni sono eccessive e il contact tracing può essere molto utile

Maximo Ibarra 27/05/2020

L'app Immuni e i timori per la privacy L'app Immuni e i timori per la privacy Che cos’è Immuni? E’ l’app sviluppata dall’azienda italiana Bending Spoons per il “contact tracing”, cioè per il tracciamento e monitoraggio del contagio, al fine di prevenire e contrastare la diffusione del Covid-19 e, perché no, in futuro di altre pandemie. La tecnologia arriva per aiutarci a combattere il virus ed è stata già sperimentata con successo in altri paesi. In sostanza si tratta di un’applicazione che, una volta scaricata sul proprio smartphone, sarà in contatto via bluetooth low energy (BLE) con gli altri smartphone nelle vicinanze. Ciascuno di noi sarà identificato da un ID temporaneo che cambierà frequentemente e che verrà scambiato con tutti i dispositivi vicini. Se uno dei soggetti risultasse contagiato, l’utente riceverebbe dagli operatori sanitari un codice e, per farla breve, se quel codice risultasse tra i codici di altri smartphone che gli sono stati vicini e che lo hanno conservato in memoria, allora tutte quelle persone riceverebbero, a loro volta, una notifica di alert. In questo modo, si riuscirà ad avvertire in tempo reale tutte le persone a rischio e prendere, quindi, le misure necessarie (quarantena, tamponi, test sierologici ecc.).
 
Si discute tantissimo sulla tutela della privacy perché sono stati sollevati molti i timori. Ci si domanda se i server della piattaforma saranno in Italia, se i dati forniti dagli smartphone verranno correttamente anonimizzati e, infine, se le informazioni relative alla geolocalizzazione saranno “trasparenti”. Domande legittime, soprattutto per quanto riguarda la sede dei server che conserveranno i dati e la vulnerabilità dei sistemi da potenziali hacker, ma, francamente, ritengo che per tutto il resto gli italiani possano stare tranquilli. Ricordiamoci che, nell’ambito della nostra vita digitale, dovremmo preoccuparci molto di più dell’enorme quantità di informazioni che mettiamo ogni giorno a disposizione dei giganti tecnologici del web. Tra l’altro completamente gratis. Pensiamo alle nostre ricerche sui motori di ricerca, alle nostre interazioni sui social, alle videoconferenze sulle nuove piattaforme super user friendly, alle operazioni di e-commerce, solo per citarne alcune. Chi vuole, sa già tutto di noi e non sarà certo un’app per agevolare il contact tracing e, quindi, per tutelare meglio la nostra salute, a mettere ancora più a rischio la nostra privacy. Anzi, suggerisco di utilizzarla tutti.
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