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Purosangue (e polli) alla corte di Zaia

Le polemiche del virologo Crisanti con i dirigenti sanitari regionali

L'Irriverente 27/05/2020

Purosangue (e polli) alla corte di Zaia Purosangue (e polli) alla corte di Zaia E’ ricorso a una metafora equina il presidente del Veneto Luca Zaia per cercare di sedare la polemica esplosa tra il virologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti e il vertice dell’assessorato alla Sanità sui meriti del Piano Tamponi che ha contenuto l’epidemia. “Ho una squadra di purosangue - ha detto Zaia, noto amante di cavalli - e i purosangue ogni tanto scalciano e mordono. Solo i ronzini se ne stanno buoni e tranquilli”. Di fronte alla santificazione di Crisanti, Zaia ha detto un po’ infastidito che l’intuizione di fare i tamponi a tappeto, contro il parere di Oms e Iss, è stata sua e i meriti vanno a tutta la squadra (cioè non al solo Crisanti). Per ribadire il concetto, qualche giorno fa si è portato in conferenza stampa Francesca Russo, dirigente del Servizio Prevenzione sanitaria della Regione e, a detta di Zaia, autrice di un Piano Tamponi molto elogiato. Ma Crisanti, che ha lavorato all’Imperial College di Londra, ha replicato sprezzante: “Il Piano Tamponi è una baggianata. Perché gli uffici della Russo mi intimarono di smettere di fare i tamponi a chi rientrava dalla Cina?”.
 
La Russo ha replicato a sua volta che Crisanti non aveva mai chiesto formalmente alla Regione di fare i tamponi a chi rientrava dalla Cina. Allora Crisanti ha alzato il tiro e ha chiamato in causa anche il leghista Domenico Mantoan, direttore generale della Sanità veneta e primo collaboratore di Zaia, reo di aver messo i bastoni fra le ruote al progetto tamponi all’inizio dell’epidemia. E poi ha rincarato: “Se non fossi andato a prendere i reagenti per i tamponi all’Imperial College, la Regione avrebbe impiegato un mese e mezzo a procurarli. La verità è che ora tutti vogliono la paternità dei micro e macro successi del Veneto per ragioni politiche e così riscrivono la storia”. Già, perché a settembre in Veneto si vota e Zaia rischia di trovarsi come contendente involontario proprio Crisanti, in guerra con i dirigenti sanitari regionali. Più che purosangue di Luca, questi medici pieni di sentimenti (e risentimenti) sembrano polli di Renzo.
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