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Cala la paura del Covid, ma c'è poca fiducia negli altri

Il 54% dei cittadini teme il mancato rispetto delle regole

Nando Pagnoncelli 26/05/2020

Cala la paura del Covid, ma c'è poca fiducia negli altri Cala la paura del Covid, ma c'è poca fiducia negli altri Ci stiamo avviando alla riapertura totale. Il 3 giugno dovrebbero, salvo rimbalzi dei contagi e verificate le condizioni effettive dei territori, riprendere la mobilità interregionale, riaprire tutti gli aeroporti, consentendo anche gli scambi internazionali. Gli italiani sono sempre più convinti della necessità della ripresa. Nell’ultima rilevazione Ipsos la maggioranza assoluta si schiera per la riapertura di tutte le attività economiche e lavorative, cosciente che la situazione del paese lo richiede. Per quanto il rischio non sia secondario, la preoccupazione scende: la paura del contagio diretto scende dal 53% di metà marzo al 39%, il timore che la propria comunità sia minacciata passa dal 73% al 49%. Si tratta di dati ancora elevati, ma si va diffondendo l’idea che le cose migliorino: oggi circa un terzo degli italiani pensa che il peggio sia già passato, il 28% ritiene che al momento siamo all’apice della crisi pandemica, solo il 20% teme peggioramenti.
 
Tutto a posto dunque? No, perché il timore ora è relativo ai comportamenti sociali: il 54% pensa che gli italiani si stiano comportando male, poco attenti alle regole e agli obblighi. Dato in crescita nell’ultima settimana. E per il futuro ci si divide: 43% teme una ripresa dei contagi e nuove chiusure più o meno drastiche, 44% non vede all’orizzonte rischi consistenti. Insomma, siamo tra due fuochi: dobbiamo ricominciare per non precipitare nel baratro di una crisi da cui rischiamo di non risollevarci, ma temiamo di non essere capaci di comportarci di conseguenza. Il clima rischia di aprire a sospetti e rabbia, determinati sia dal rapporto con gli altri, sia dal probabile mordere della crisi che coinvolgerà fette non irrilevanti di italiani: se infatti Covid non ha fatto distinzioni di sorta, la crisi economica sarà più selettiva e asimmetrica.
 
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