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La pozzanghera degli assistenti civici

La maggioranza si divide su tutto e rischia di affogare nelle polemiche

Giancarlo Santalmassi 26/05/2020

La pozzanghera degli assistenti civici La pozzanghera degli assistenti civici Chi pensava che il rigore dimostrato dagli italiani nell’osservare il lockdown si fosse esteso alla politica, e che il corona virus avesse compattato tutto e tutti di fronte al terribile nemico comune, e sperava che ne saremmo usciti tutti migliori, partiti compresi, deve arrendersi all’evidenza. C’è un lampante esempio di questa illusione: il caso dei 60mila assistenti civici che dovrebbero aiutare i sindaci nel controllare il rispetto delle regole nella delicatissima fase due, un indizio di ritorno alla normalità (sia pure corredata di sciocchezze tipo: col caldo il virus si indebolirà) o viceversa risolversi in una ricaduta che sarebbe un riprecipitare nella tragedia. Le cronache mostrano stuoli di giovani che si assembrano con mascherine dimenticate, distanziamenti travolti ecc ecc.
I 60 mila (c’è da dire non pochi) avrebbero dovuto essere come i boy-scout che aiutavano le vecchiette ad attraversare la strada, o ragazzi del terzo settore dedicati ad accompagnare chi ne ha bisogno. Insomma, dovrebbero aiutare i sindaci a far rispettare le regole della cosiddetta fase 2 (e tra questi i percettori del reddito di cittadinanza tenuti a lavorare 8 ore a settimana per i Comuni). L’idea è stata dei Pd Boccia e Decaro, che avevano già preparato le pettorine blu per identificarli. Ma subito sono cominciati i distinguo: a chi risponderanno? Chi comanda chi? Persino Calenda ha detto “La guardia civica va bene per il Venezuela”. Non parliamo dell’M5s: Stefano Buffagni, sottosegretario allo Sviluppo economico, è contrario: “Con noi questa proposta non è stata condivisa e non la vogliamo. Noi siamo al governo per fare il bene dei cittadini nonostante le tante difficoltà. Basta sparate. Serve responsabilità e serietà".
 
E ci si è messo anche il Viminale:  noi non informati. «Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio» ha comunicato via Ansa. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, uno dei più equilibrati nel governo ha aggiunto: “ne serviranno più di 60mila”. Insomma c’è sempre in agguato la tempesta in un bicchier d’acqua. O l’affogare in una pozzanghera.
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