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I surfisti del sussidio statale

Chi non ne ha bisogno non prenda i soldi dello Stato

Paolo Mazzanti 18/05/2020

Una pagina del sito dell'Inps Una pagina del sito dell'Inps Infuria la polemica per le aziende con sede legale all'estero (soprattutto Fca, che ha comunque da noi oltre 50 mila dipendenti) che ottengono prestiti miliardari garantiti dallo Stato: "Non capisco perché chi ha portato la holding in Olanda - ha detto il procuratore capo di Milano Francesco Greco - i soldi non li chieda all'Olanda"; "Mi aspetto che chi ha chiesto le garanzie allo Stato - ha detto il vicesegretario del Pd Orlando - riporti la sede in Italia". E' passata invece quasi sotto silenzio la notizia che i 600 euro (+600 e poi fino ad altri 1000) di sussidio per gli autonomi sono stati chiesti anche da alcune centinaia di notai, mentre in tv un funzionario di banca ha detto di aver visto molti 600 euro planare su conti correnti assai pingui, forse perché ci sono partite Iva che appartengono a mogli o mariti di ricchi imprenditori o dirigenti che non hanno perso reddito col Covid-19. Così stanno nascendo i surfisti del sussidio, che possono cumulare diverse prebende (bonus autonomi, fondi perduti, bonus baby sitter, bonus bici elettriche, rinvio di mutui, garanzie sui prestiti da 25 mila euro, ecobonus per la casa...) e magari non hanno bisogno di nulla. E così facendo finiscono per danneggiare chi ne ha davvero bisogno.
 
Se lo Stato avesse fissato limiti di reddito familiare o societario generalizzati per concedere i sussidi, dati i controlli burocratici i soldi sarebbero arrivati quando i destinatari sarebbero morti di fame. Quindi è essenziale che noi cittadini ci autoregoliamo, chiedendo allo Stato solo in caso di vero bisogno e vincendo la nostra tentazione di attaccarci comunque alle mammelle pubbliche. Pare che ci siano 1,7 milioni di società che potrebbero ottenere il fondo perduto, cioè il regalo pubblico da 2 mila a 40 mila euro per chi ha perso fatturato. Ci sono parecchie società poco operative e senza dipendenti, magari piccole immobiliari o società familiari (comprese le famose "società di comodo") che potrebbero benissimo fare a meno di quei soldi. Faccio un caso che conosco abbastanza: il mio. Sono socio di una piccola srl familiare senza dipendenti, amministrata da un mio congiunto per fatturare qualche collaborazione professionale aggiuntiva ai redditi da lavoro dipendente. Ebbene, potremmo ottenere 3 mila euro a fondo perduto e i 25 mila di prestito garantito. Ma non li chiederemo, perché possiamo benissimo farne a meno, non moriremo di fame. Tutti quelli che sono nella stessa situazione dovrebbero fare altrettanto. Altrimenti temo che lo Stato non reggerà.
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