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Tutto tornera' come prima?

Speriamo proprio di no

L'Irriverente 15/05/2020

Tutto tornera' come prima? Tutto tornera' come prima? In seguito a eventi di portata storica, viene spesso ripetuta, come un mantra, la frase: nulla sarà come prima. Un'affermazione tanto roboante quanto fastidiosa, spesso contraddetta dall'evolversi della situazione negli anni successivi. Certo questa pandemia ha portato una forte discontinuità nella vita di miliardi di persone, dolore, sofferenza, morte, crollo dell'economia. Gli italiani hanno dimostrato un auto-controllo encomiabile, un generalizzato rispetto delle regole per limitare i danni dell'epidemia ed evitare il peggio. Ma ormai è in atto una progressiva riapertura e c'è da chiedersi che succederà mano a mano che la tensione calerà e la paura di rimanere vittima sembrerà un incubo del passato. Torneranno purtroppo ben visibili i limiti che neppure una pandemia sembra abbia veramente scalfito. Gli italiani silenti ed educati nelle strade vuote del lockdown, mostrano, almeno nelle grandi città, qualche sbandamento, facendo affiorare segni di nervosismo nei confronti degli altri. E con l'aumento del traffico inizia persino a volare qualche imprecazione per banali questioni di circolazione.
 
Continuano ad apparire senza costrutto gli appelli a ridurre una burocrazia che rischia di vanificare, con le sue procedure bizantine, l'immediata utilità sociale dei colossali sforzi finanziari cui ci stiamo sottoponendo. Le questioni scientifiche vengono trattate prevalentemente nella logica del talk show. I provvedimenti legislativi mancano di chiarezza e vengono formulati alla stregua di comunicati stampa, talvolta votati e approvati per essere modificati dalla sera alla mattina, vedi i provvedimenti sulla giustizia. E se come ciliegina ci mettiamo pure qualche commessa milionaria di mascherine, l'uso forsennato di anticipazioni, proposte a effetto, tensioni lobbistiche, e poi la pletora di comitati etc., non possiamo che aggrapparci a due mondi cui noi tutti dobbiamo manifestare eterna gratitudine: gli addetti sul campo impegnati nella sanità e nell'istruzione. Almeno per salute e scuola, questa drammatica crisi speriamo produca qualche attenzione in più della politica per un cambiamento in meglio.
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