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La parola ai governi europei

Tocca a loro decidere se creare un'Europa sempre pi¨ integrata per fronteggiare la crisi

Innocenzo Cipolletta 19/03/2020

La parola ai governi europei La parola ai governi europei L’economia mondiale risentirà del Coronavirus in modo rilevante e le previsioni per 2020 del PIL rischiano di essere pari se non peggiori di quelle che furono durante la crisi finanziaria globale del 2009. Se il mondo va male, l’Italia andrà peggio. Infatti, per il nostro paese si rischia di avere una caduta del PIL superiore al 5%, se tutto andrà per il meglio. Ma questa crisi non è come quella del 2008. Il rimbalzo potrebbe essere altrettanto forte una volta che la crisi fosse terminata. A condizione che la nostra economia non subisca danni irreparabili.
 
E tra questi ci sono quelli che un mercato lasciato a se stesso rischia di imporre a un paese che vedrà crescere il peso del debito pubblico anche per la profonda caduta del PIL. Poiché non sarà possibile nel 2021 immaginare manovre restrittive per correggere in parte quanto speso nel 2020 (né per l’Italia né per nessun altro paese), ci vorrà una rete di protezione da parte dell’eurozona. Dovrà essere una soluzione politica che non competerà alla Commissione ma ai Governi europei, che questa volta dovranno veramente dire se sono a favore di un’Europa sempre più integrata, come recita il trattato a cui abbiamo aderito. Sapremo allora se lo spirito dell’Europa esiste ancora o se dovremo rassegnarci all' Europa “as usual”.
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