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Tutta colpa dell'infodemia?

C'Ŕ la tendenza ad enfatizzare la responsabilitÓ dell'informazione per la diffusione della paura

Paolo Mazzanti 28/02/2020

Il ministro della Salute Roberto Speranza Il ministro della Salute Roberto Speranza In questi giorni molti parlano di "infodemia" e pensano che l'informazione sul coronavirus sia la causa delle paure che affliggono i cittadini e dei loro comportamenti eccessivi, come l'assalto ai supermercati anche in zone non contagiate. In una società libera, tanto più nell'epoca dei social (che trasformano chiunque in fonte), l'informazione è per sua natura sovrabbondante, eccessiva, ripetitiva, approssimativa, a volte anarchica. Ma che dovremmo fare noi giornalisti, con 50mila lombardi in quarantena, le scuole chiuse in mezzo Paese, i milanesi che rinunciano persino all'happy hour, la Scala e il Duomo blindati, il Carnevale di Venezia annullato, conferenze stampa nazionali e regionali a raffica, il premier che invade i talk show e accusa l'ospedale di Codogno e il presidente lombardo mascherato che gli risponde per le rime, nonché le immancabili inchieste della magistratura?
 
Dovremmo, solo noi giornalisti, "tenere i toni bassi", parlare d'altro, dedicarci alla prescrizione o al buco dell'ozono? Giusto o sbagliato, i pubblici poteri, col conforto della maggioranza dei virologi (che litigano anche loro), hanno adottato misure drastiche per contenere il contagio, diffondendo inevitabilmente tra i cittadini allarme, paura e psicosi. L'informazione riflette questa realtà e inevitabilmente finisce per enfatizzarla. Ma qual è l'alternativa? Dovremmo fare come le dittature, che quando ci sono le emergenze i giornalisti li arrestano e alla radio e tv trasmettono musica classica?
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claudio orlandini 29/02/2020 15:18
Ritengo che il Vs. compito sia, oggi come sempre, quello di informare.
Purtroppo, senza voler generalizzare, ho l'impressione che la spettacolarizzazione dell'evento abbia preso la mano rispetto alla notizia, per non parlare di articoli di giornale e di informative TV in netto contrasto con quanto dichiarato il giorno prima, siamo passati dal richiedere misure drastiche a definire esagerate le stesse solo perchŔ si Ŕ evidenziato il problema economico.
Per non parlare dei giornali schierati a destra che sono stati capaci di scrivere tutto e il contrario di tutto con l'unico scopo di mettere in ridicolo chi Ŕ stato chiamato ad affrontare questa difficile situazione.