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Chi ha ucciso il maggioritario?

Dopo 26 anni torneremo al proporzionale

Paolo Mazzanti 17/01/2020

 Chi ha ucciso il maggioritario? Chi ha ucciso il maggioritario? Come in "Assassinio sull'Orient Express" di Agatha Christie, gli assassini del maggioritario sono tutti i protagonisti del film. La Consulta, con la bocciatura del referendum leghista per trasformare in maggioritario puro il Rosatellum (due terzi proporzionale, un terzo maggioritario) ha solo messo la parola fine a una lenta agonia, perché il referendum sarebbe stato "manipolativo" e non "abrogativo" (i referendum servono a cancellare le leggi, non a confezionarne di nuove con un abile lavoro di taglia e cuci sulle vecchie) e la legge risultante non sarebbe stata immediatamente applicabile (perché avrebbe richiesto tempo per disegnare i nuovi collegi uninominali, mentre il Paese non può restare senza una legge elettorale immediatamente utilizzabile in caso di necessità). Ma questo è solo l'epilogo.
 
Il maggioritario all'italiana, il Mattarellum (75% maggioritario, 25% proporzionale), figlio dei referendum elettorali antiproporzionali del 1992-93, ha cominciato a morire nel 2006, quando il centrodestra lo sostituì col Porcellum (proporzionale con premio di maggioranza) del leghista Calderoli (che ora rimpiange il Mattarellum...), per evitare la vittoria piena del centrosinistra di Prodi, che infatti riportò una vittoria risicatissima e durò solo due anni. Poi, sull'onda del populismo, arrivò il Rosatellum che col suo misero 25% di maggioritario, nel 2018 non ha fatto vincere nessuna coalizione e ci ha regalato prima il governo gialloverde e ora il governo giallorosso, frutto di fragili accordi parlamentari. Ma il colpo di grazia al maggioritario l'ha dato Salvini, con la rivendicazione sciagurata dei pieni poteri. Così anche molti suoi estimatori hanno temuto che, in mano ai sovranisti, il maggioritario si sarebbe trasformato nello strumento avvelenato per favorire un cambio di regime verso una forma di autoritarismo putiniano. Per salvaguardare la democrazia liberale torneremo dunque al proporzionale: per molti cittadini, meglio governi deboli, che governi pericolosamente forti.
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