Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Le radici di Tangentopoli

Riflessioni in margine al film sulla fine di Craxi

Paolo Mazzanti 16/01/2020

Le radici di Tangentopoli Le radici di Tangentopoli Il film "Hammamet" sulla fine di Craxi ha rilanciato le polemiche su Tangentopoli e sulle sue cause, al di là della corruzione e del finanziamento illecito ai partiti, che nessuno ha il pudore di negare. Alcuni ripetono la tesi autoconsolatoria, di cui lo stesso Craxi si era convinto, che tutto nacque per un complotto della Cia (cui sarebbe stato asservito Di Pietro, mezzo magistrato mezzo poliziotto) per vendicarsi di Craxi che da premier non aveva consegnato alla Delta Force di Reagan il terrorista palestinese Abu Abbas autore del dirottamento dell'Achille Lauro e dell'assassinio del cittadino Usa paralitico Leo Klinghofer, buttato in mare con tutta la carrozzella. Ma il caso Lauro è del 1985, mentre Tangentopoli esplose nel 1992 e Craxi fu condannato la prima volta nel 1996, nell'ambito di uno scandalo che coinvolse centinaia di politici nazionali e locali e portò alla condanna, tra i molti, anche del segretario Dc Forlani. Va bene che la vendetta è un piatto da mangiare freddo, ma perché attendere 11 anni e decapitare insieme a Craxi un intero ceto politico, compresi i più fedeli alleati degli Usa, come i Dc?
 
A me, che ho vissuto (da giornalista, sia chiaro) quegli eventi, la vera radice di Tangentopoli è sempre parsa un'altra: il micidiale impasto tra la crescente voracità dei partiti, alimentata dalla violenta competizione tra Dc e Psi nella maggioranza e di entrambi col Pci, e la crisi economica dei primi anni Novanta, che stava stritolando molte aziende. Sicché molti imprenditori, per cercare di salvare le proprie imprese, denunciarono la corruzione. E questa valanga di denunce, anzi di autodenunce, fu la vera novità di Tangentopoli rispetto ai precedenti casi di corruzione, che erano rimasti circoscritti e non avevano coinvolto i vertici dei partiti. E alimentò il protagonismo e forse anche un certo accanimento - come ha scritto su InPiù Giancarlo Santalmassi - della Procura di Milano. Mi sono sempre chiesto che sarebbe accaduto se i partiti, seguendo la congiuntura economica avversa, avessero ridotto anziché aumentato la loro esosità. Forse avremmo ancora la Prima Repubblica.
 
Altre sull'argomento
Troppi vuoti nel film su Craxi
Troppi vuoti nel film su Craxi
Si salva solo l'interpretazione dello "Zelig" Pierfrancesco Favino
Altro parere
Altro parere
Il re degli anni Ottanta
Gli errori (a sinistra) sulla Libia
Gli errori (a sinistra) sulla Libia
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.