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L'ideologia della Meloni, nostalgica pop

La crescita dei consensi di Fratelli d'Italia in tandem con la Lega

Piero Ignazi 10/01/2020

Giorgia Meloni Giorgia Meloni La crescita dei consensi di Fratelli d'Italia, insieme alla forza della Lega ormai attestata oltre il 30%, chiariscono una volta per tutte un equivoco della politica italiana che si è trascinato per vent'anni: che Berlusconi incarnasse una destra moderata e addirittura "liberale". Il Cavaliere non ha mai rappresentato questi valori. L'alfa e l'omega della sua politica stava in una ostilità granitica nei confronti di tutto ciò che avesse il pur minimo sentore di sinistra. Riportando indietro di quarant'anni la politica italiana, Berlusconi ha altresì fatto riaffiorare quel sottofondo qualunquista e benpensante che ha sempre fatto da levatrice a sentimenti ancora più radicali. Esattamente quelli che riemergono ora, sub specie salvinaiana e meloniana: due frutti simili e complementari, germogliati dallo stesso terreno. Ora quel terreno è esausto, ma ha svolto egregiamente la sua funzione.
 
Se la Lega esprime il versante populista, sicuritario e xenofobo della destra, Fratelli d'Italia incarna il versante statalista, nostalgico e nazionalista. Questa tradizione è stata "trattenuta" da Gianfranco Fini nella stagione di Alleanza Nazionale mentre il Cavaliere, strumentalmente, le dava spazio e agibilità. Tant'è che, dissoltasi An, la componente nostalgica, dopo essere rimasta acquattata sotto le ali berlusconiane, nel momento della crisi di quest'ultimo, si è ritrovata con i vecchi camerati di Fratelli d'Italia. Da minuscola formazione nostalgica, il partito della Meloni ha ormai scalzato i resti di Forza Italia come seconda gamba della destra.  L'ex dirigente del movimento giovanile del Movimento Sociale ha portato nell'arena politica tutto il bagaglio cultural-politico della sua esperienza giovanile. E oggi il discorso che veicola unisce, oltre ai temi classici di un acceso nazionalpopulismo, un feeling con le "periferie" favorito dall'anima pop della leader. Infine, l'essere l'unica donna, giovane e grintosa, aiuta. Se il tandem con Salvini ingrana, rischia di essere difficilmente arginabile.
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