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Le stragi sulle nostre strade

ů non interessano la politica

Giuseppe Roma 08/01/2020

Le stragi sulle nostre strade Le stragi sulle nostre strade Da un punto di vista umano tutte le morti destano un ugual senso di compassione, ma quelle provocate da violenza o incidenti dovrebbero sollecitare anche interventi volti a diminuirle. Colpiti come siamo, in questi primi giorni dell’anno, da vere e proprie stragi che hanno insanguinato le strade del nostro paese, non possiamo non interrogarci sul perché la circolazione veicolare sia diventata tanto pericolosa. Certo l’opinione pubblica è molto colpita dagli eventi di cronaca, ma la sicurezza stradale, come quella sui luoghi di lavoro, non ha mai forza di priorità politica, non riesce a raggiungere un grado d’attenzione lontanamente paragonabile a quello che desta la violenza criminale. Eppure ogni anno in Italia (dati 2018) muoiono 3.325 persone in incidenti stradali,1.218 sui luoghi di lavoro, mentre gli omicidi sono 331, con una stima per il 2019 di 276. Rispetto al 2014 gli omicidi sono diminuiti del 30%, i morti sul lavoro aumentati del 2,8%, quelli per incidenti stradali restano i più elevati anche se stabili. Ma al confronto con l’Europa l’intensità dell’anomalia italiana è evidente, visto che ogni milione di abitanti da noi ne muoiono in strada 55, nel Regno Unito 28, in Spagna e Germania 39. E i primi 6 mesi del 2019 segnano un aumento del1,3%.
 
Per i legislatori è certo più facile intervenire introducendo il reato di omicidio stradale, piuttosto che impegnarsi in una strategia complessa che comprenda educazione, prevenzione, regolazione diffusa, segnaletica stradale, adeguata illuminazione delle strade, controllo della circolazione, informazione sui pericoli, sanzioni effettive. Un lavoro oscuro e di scarsa visibilità che sembra di bassa resa nel consenso politico-mediatico. In Italia, poi, siamo molto indietro nel modificare la struttura delle nostre città, organizzando la mobilità secondo sistemi infrastrutturali integrati. Soluzioni progettuali e gestionali che proteggano di più i pedoni e i ciclisti, riducano il trasporto individuale la cui congestione provoca spesso comportamenti sconsiderati e imprudenti. Le tante lacrime versate per le ingiuste morti di questi giorni, purtroppo, rischiano di apparire lacrime di coccodrillo.
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