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Zalone piu' "grillino" che antisalviniano

Il suo film Ŕ frutto di ignoranza e incompetenza

Giancarlo Santalmassi 07/01/2020

Una scena del film Una scena del film "Tolo Tolo" Sono andato a vedere Checco Zalone, o meglio Tolo Tolo. Ne sono uscito deluso, anzi nauseato. Non è il solito Checco Zalone, e a questo ero preparato: mi avevano avvertito. Il fatto è che è un brutto film, che allunga la serie delle pellicole che gli italiani non sanno fare. Tranne "Jeeg robot" e "Il traditore", non rammento altro negli ultimi anni. C'ero andato, ricordando le risate innocenti degli altri suoi film. In genere io non leggo mai le recensioni: non voglio essere influenzato da chicchessia. La recensione entusiasta di Aldo Cazzullo l'ho letta dopo.
 
Il film è totalmente sgangherato. Estenuanti inquadrature dal drone che segue il viaggio di una corriera stracarica di migranti che attraversa un eterno deserto africano. Finisce con un inutile e incomprensibile cartone animato. Poi si scopre il conflitto di interessi. E' infarcito di tv: di Giletti ("Non è l'arena", e "Tg La7" con Mentana, manca solo Lilli Gruber). Dunque l'ignobile recensione in ginocchio di Aldo Cazzullo è bella e spiegata. Sono tutti esempi tratti da Cairo Editore, cioè dal proprietario del giornale e de La 7. Poteva Cazzullo scrivere la verità? Concludo: il film voleva essere antisalviniano. E' risultato, invece, un tipico prodotto dell'ignoranza e incompetenza a Cinque Stelle che ci avvolge.
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