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Parte la nuova Commissione Von Der Leyen

Infrazione alla Gran Bretagna che non ha indicato il suo Commissario

Stefano Micossi 27/11/2019

Ursula Von Der Leyen Ursula Von Der Leyen Il primo dicembre la nuova Commissione europea assumerà i pieni poteri per operare, dopo la fiducia dell'Europarlamento. Non è mancato l'escamotage necessario per superare il rifiuto del Regno Unito di designare il suo commissario. La brillante soluzione è stata quella di avviare una procedura d'infrazione nei confronti del Regno Unito, che agli occhi dei giuristi delle istituzioni europee sostituisce il requisito del Trattato di un commissario per ogni paese. Ora vedremo di che stoffa è fatta la signora Ursula Von der Leyen. La partenza è stata un po' incerta, con il prevedibile ma non previsto inciampo sul candidato francese Sylvie Goulard. Al primo posto del suo programma c'è il Green Deal, con gli obiettivi molto esigenti della neutralità climatica entro il 2050 e del dimezzamento delle emissioni di CO2, traguardi molto sfidanti, anche perché, nel negoziato in corso sul bilancio europeo, di denari per i necessari investimenti ce ne sono pochini.
 
Poi vengono un deciso sforzo per l'inclusione sociale, una nuova politica per l'immigrazione e il programma per l'economia digitale - nel cui ambito brillano più le proposte di tarpare le ali con nuovi vincoli regolamentari (peraltro giustificati) ai giganti del web, che non nuovi slanci innovativi. Sull'economia la signora ha dato qualche indicazione dovuta, ma mostra poco entusiasmo. Il negoziato sull'unione bancaria avanza lentamente e riguarda quasi esclusivamente il rafforzamento del cordone sanitario intorno ai reprobi italiani. Di nuovi programmi di investimento finanziati attraverso un ruolo internazionale più largo dell'euro neanche a parlarne. La signora Lagarde ha posto la questione di riorientare l'economia tedesca e quella europea verso i mercati domestici, aprendo il mercato interno dei servizi e spingendo l'investimento pubblico nei paesi che hanno spazio di bilancio. Ma non ha trovato finora grande ascolto. Sulla politica estera e la difesa la partita resta nelle mani dei paesi membri, in primis Francia e Germania - che per ora più che accordarsi, bisticciano. Molti auguri, signora Von der Leyen.         
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