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La vita del governo e i nervi di Conte

La maggioranza non ha alcun interesse ad andare al voto ma il premier deve sostenere la pressione della conflittualitÓ

Riccardo Illy 07/11/2019

La vita del governo e i nervi di Conte La vita del governo e i nervi di Conte Dopo il risultato delle elezioni in Umbria, invero piuttosto scontato, e ora con il caso Ilva, molti ritengono che il Governo Conte II abbia i giorni contati. Vale la pena di ricordare che le elezioni umbre riguardavano una Regione con circa l'1,5% della popolazione italiana e che la coalizione di centrosinistra sconfitta era stata costretta a elezioni anticipate per via di un'indagine giudiziaria. Pretendere quindi di estrapolare il risultato umbro a livello nazionale è quasi una provocazione. Le norme costituzionali e la prassi sono anche dalla parte della maggioranza; finché in Parlamento questa sostiene il Governo non c'è motivo di metterlo in discussione. Inoltre al momento non sembra che alcuna delle forze politiche di maggioranza, né il loro insieme, abbia interesse a scatenare una crisi. Il M5S, in caso di elezioni, vedrebbe verosimilmente dimezzati i suoi parlamentari. Il PD da un lato supererebbe la presenza di un elevato numero di renziani (o supposti tali) nelle sue fila, ma dall'altro subirebbe una riduzione significativa dei suoi rappresentanti. Non soltanto a favore di Italia Viva, la quale ha peraltro bisogno di tempo per avvicinarsi al suo potenziale che molti valutano a due cifre. Leu, infine, con eventuali elezioni anticipate rischia di scomparire.
 
Tutti insieme i partiti di maggioranza condividono l'obiettivo di eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, ancor più di evitare che lo elegga una coalizione dominata da due partiti nazionalisti e demagoghi, con la partecipazione ininfluente di una Forza Italia ridotta ai minimi termini.
 
Il Conte II sarà un Governo litigioso e poco riformatore; un Governo della normalità conflittuale. Potrà durare anche fino alla sua scadenza naturale, a prescindere dall'esito del voto in Emilia-Romagna, ma più probabilmente fino alla elezione del nuovo Capo dello Stato. Più che l'equilibrio fra i partiti, a reggere dovranno essere i nervi di Giuseppe Conte.
 
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