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Il fascino della catastrofe

L'Europa tra sogni impossibili e incubi irrealistici

Riccardo Perissich 05/11/2019

Bandiere dell'Unione europea Bandiere dell'Unione europea Ho a volte l'impressione che per capire come è discussa l'Europa in Italia ci vorrebbe uno psicanalista, tanto è elevato il grado di alienazione. Non siamo i soli, ma da noi la fuga dalla realtà è quasi diventata una forma d'arte. Ho anche a lungo pensato che il principale danno sia arrecato dagli annunci impossibili, o non seguiti da effetti. L'euro sarà stabilizzato dagli eurobonds; impossibile. Ci vuole un esercito europeo; calma, prima ci sono altre montagne di cose da fare. E così via sognando. Ora invece sono arrivato alla conclusione che il vero pericolo sono i catastrofisti. L'euro non reggerà alla crisi; non è successo.
 
L'Italia non ce la farà a restare in Europa; persino Salvini recita contrito che l'euro è irreversibile. Macron sarà travolto dai Gilets Jaunes; sono praticamente finiti e lui sta sempre lì. La Germania è in recessione; gli sta bene, anzi no perché è un altro danno che ci viene dall'Europa. Come se i tedeschi lo facessero apposta. I sovranisti conquisteranno il Parlamento Europeo; a parte l'Italia e in piccola misura la Germania, sono piuttosto in declino. Persino la giusta celebrazione di Draghi serve a spiegare che è l'unico a emergere in un cumulo di macerie; dopo di lui il diluvio. E' invece vero che era a capo dell'unica istituzione federale, purtroppo non la più importante.
 
Lo stesso Draghi non avrebbe potuto agire senza un sostegno, esplicito o tacito, dei governi. L'ultima scoperta è che le interminabili tergiversazioni di una Gran Bretagna che non riesce a concludere Brexit sono una bomba che farà esplodere l’Unione. Si tratta invece di contorsioni che esprimono un dramma tutto britannico che provocherà gravi danni al paese quale che sia la conclusione della vicenda. A noi questo interminabile melodramma provoca certo numerosi fastidi e incertezze, ci piacerebbe molto evitarli, ma sono fastidi che la macchina bruxellese è perfettamente in grado di affrontare.
 
I nostri guai, Dio sa quanto seri, sono altri. Serve a qualcosa dichiarare a priori che soccomberemo? Capisco che un paese in preda a profonda depressione esistenziale sia tentato da una certa schadenfreude nell'osservare i problemi altrui, ma chi veicola questa visione del mondo non ha l'impressione di esagerare? Di fronte a questa morbosa passione per gli incubi, sarei tentato di dire "viva i sogni" ma mi trattengo. Dopo aver fuggito la brace, sarebbe ricadere nella padella. Un po' di sano realismo no? Lo so che è noioso, ma la storia ce ne renderà merito.
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