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Il duello dei gemelli diversi

Pi¨ fiction che politica nel faccia a faccia tra Salvini e Renzi

L'Irriverente 16/10/2019

Matteo Salvini e Matteo Renzi con Bruno Vespa Matteo Salvini e Matteo Renzi con Bruno Vespa Il duello tv dei gemelli diversi Salvini e Renzi (simili anche nel vestito) è stata più fiction che politica, con momenti più o meno avvincenti e noiosi. Entrambi avevano interesse a incontrarsi-scontrarsi: Salvini deve riaccreditarsi come leader moderato e anche un po' europeista ("l'euro è irreversibile") dopo le follie estive sovraniste e pienipoteriste del Papeete; Renzi è affamato di visibilità per far conoscere il suo nuovo partito Italia Viva che langue nei sondaggi al 4% e per lanciare la Leopolda questo fine settimana. Però l'impressione è stata quella di un mesto amarcord di due ex leader che si sono apostrofati col lei ("Salvini, lei è un mentitore"; "Renzi, lei è un genio incompreso") e hanno parlato soprattutto del passato: il Russiagate e i 49 milioni leghisti; il fallimento delle banche durante il governo Renzi. Nello studio di Porta a Porta incombeva il fantasma non evocato e neppure mai citato di Conte, che sta rosicchiando popolarità e centralità politica ai due Mattei.
 
Il duello, insomma, serviva solo ai duellanti e non ai cittadini, che avrebbero diritto a veder scontrare i politici nell'imminenza delle elezioni, per chiarirsi le idee e decidere per chi votare, e non un martedì 15 ottobre, quando la vigilia elettorale (regionale) la stanno vivendo solo i cittadini dell'Umbria, dove tra l'altro il neo partito di Renzi non si presenta. E questa è un'altra strampalata curiosità della nostra politica: in Usa e in altre democrazie serie i duelli elettorali tv si fanno per scegliere i candidati presidenti (vedi le attuali primarie democratiche) o per scegliere il presidente, e chi si dovesse sottrarre ai confronti tv la pagherebbe carissima. Da noi Berlusconi teorizzò senza scandalizzare nessuno che i confronti si fanno solo quando si è in svantaggio: sicché rifiutò di confrontarsi con Rutelli nel 2001 e accettò il doppio confronto con Prodi nel 2006. Poi più nulla, se si escludono i confronti per le primarie Pd, qualche confronto tra candidati sindaci (come quello tra Raggi e Giachetti a Roma) e le tribune prereferendarie nel 2016. Insomma, quando servirebbero ai cittadini i confronti da noi non si fanno. Si fanno solo quando servono ai politici, come l'inutile duello dell'altra sera.
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