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Conte commemora il Dc Sullo

Il premier ôcattolico democraticoö nell'Irpinia di Gianfranco Rotondi e Ciriaco De Mita

Paolo Mazzanti 15/10/2019

Conte commemora il Dc Sullo Conte commemora il Dc Sullo Non deve stupire che il premier Conte, autodefinitosi “cattolico democratico”, abbia partecipato alla commemorazione dell’ex leader dc Fiorentino Sullo, scomparso nel 2000 e ormai quasi del tutto dimenticato, fuorché nella sua Irpinia. Sullo fu uno dei fondatori della sinistra dc, più volte sottosegretario, ma soprattutto ministro dei Lavori pubblici che nel 1962 varò una legge di edilizia popolare avanzatissima (la 167), ma non riuscì a far approvare una riforma urbanistica altrettanto avanzata per il fuoco di sbarramento della proprietà fondiaria, che montò contro di lui una campagna di stampa capitanata dal settimanale di destra “il Borghese” e non risparmiò la sua vita privata (insinuò fosse omosessuale, accusa allora infamante). Alla fine, la Segreteria Dc stoppò la riforma. Nel ’68, anno della contestazione studentesca, Sullo, da ministro della Pubblica Istruzione, riformò l’esame di maturità e autorizzò le assemblee studentesche nelle superiori. Nel ’74, per dissidi con Fanfani sul divorzio, lasciò la Dc ed entrò nel Psdi. Ma qualche anno più tardi si riappacificò con l’ex seguace De Mita (che aveva sposato la sua segretaria e gli aveva soffiato il partito in Irpinia) e rientrò nella Dc dove fu deputato fino al ritiro nel 1987.
 
Ma perché Conte, che a Firenze aveva già commemorato La Pira, a Bari aveva ricordato Moro e qualche settimana fa aveva incontrato la figlia di De Gasperi, ha accettato l’invito del presidente della Fondazione Sullo, on. Rotondi (Fi)? "Il nuovo  Umanesimo, al quale è ispirata la mia azione politica e che alimenta il mio impegno al servizio del Paese - ha detto il premier – trae nutrimento dal patrimonio di valori del cattolicesimo democratico, che va attualizzato e vivificato, per i tratti di sorprendente modernità che vi si scorgono e, soprattutto, per la sua capacità di offrire risposte ai bisogni più profondi dell'uomo contemporaneo, attraversato da nuove paure e da un rinnovato senso di smarrimento e finitudine". Non a caso Rotondi, antisalviniano dichiarato, pensa a Conte come leader di un futuro centro politico che affondi le sue radici nel cattolicesimo democratico. Anche per opporsi alla “finitudine” della Dc.   
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