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Piu' lungimiranza per la legge elettorale

... evitando compromessi pasticciati

Giuseppe Roma 09/10/2019

L'aula della Camera dei Deputati L'aula della Camera dei Deputati Ridimensionato il monte stipendi dei parlamentari, il dibattito politico vira inevitabilmente sul tormentone della legge elettorale. Da un quarto di secolo la sfida fra maggioritario e proporzionale si sovrappone pericolosamente alle alterne fortune di partiti e coalizioni, con astuzie spesso a detrimento delle istituzioni e degli stessi proponenti. Il sistema elettorale italiano fa parte di quella instabilità politica che spesso sconcerta i nostri partner europei, abituati a una maggiore continuità quanto meno delle regole fondamentali del gioco politico. In Francia e Germania, pur con aggiustamenti e qualche parentesi, il sistema elettorale vige rispettivamente dal 1958 e dal 1956, ha radici storiche quello britannico. Per la cultura anglo-sassone le elezioni servono a individuare la maggioranza di un governo stabile, anche a scapito del consenso effettivo. Il sistema maggioritario corrisponde a una tale filosofia. Quindi, può anche accadere che al potere vada chi ha preso meno voti, ma questi verrà sottoposto al controllo di altre istituzioni e sarà soggetto all'azione di associazioni e gruppi di interesse.
 
Viceversa il proporzionale, privilegiando la rappresentazione degli interessi sociali, si disinteressa della effettiva possibilità di ottenere una stabile maggioranza di governo, demandando al successivo gioco dei partiti l'attribuzione del potere. Entrambi i sistemi presentano limiti nell'attuale contesto socio-politico, come dimostrano il Regno Unito e la Spagna. In Italia, apprestandoci a ricambiare legge elettorale, dovremmo pensare a un modello coerente di regole in grado di durare nel tempo. Scegliendo il maggioritario (o prevalentemente il maggioritario) è indispensabile rafforzare i contro-poteri e la partecipazione associativa e popolare. Se invece col proporzionale (o prevalentemente proporzionale) demandiamo alle forze politiche la futura governabilità, bisogna che i partiti non restino istituzioni incompiute, prive di un riconoscimento normativo. Continuando a procedere senza ordine e metodo, navigando a vista con scarsa lungimiranza, sarà difficile migliorare le performance del sistema politico italiano. E gli aventi diritto al voto si terranno sempre più lontani dalle urne.
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