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Il governo fibrilla, ma regge

Nessuno ha interesse a rompere la corda e andare alle elezioni

Riccardo Illy 08/10/2019

Il governo fibrilla, ma regge Il governo fibrilla, ma regge Le fibrillazioni fra le 2 (maggiori) + 2 (minori) forze politiche di maggioranza si stanno intensificando e c'è  già chi pensa a una crisi e a elezioni anticipate. Le differenze di valori (o dobbiamo chiamarle ancora ideologiche?) e di programma fra i 4 partiti, pur più contenute di quelle che dividevano M5S e Lega, sono consistenti; ma non tali da superare le motivazioni che sconsigliano un voto anticipato. Le tensioni culmineranno probabilmente con il voto definitivo sul taglio dei parlamentari, che solleva molti dubbi, sia tecnici sia valoriali, nelle fila del PD e di Italia viva. Per quanto la Lega abbia perso, aprendo la crisi e passando all'opposizione, visibilità e consensi, in caso di elezioni anticipate il centrodestra avrebbe elevate probabilità di vittoria. Per il centrosinistra il rischio di perdere le elezioni politiche prima e di regalare la presidenza della Repubblica dopo agli avversari è troppo forte. Anche il neonato partito yogurt (secondo la definizione di Prodi), ha bisogno di creare consenso prima di andare al voto.
 
Lo farà tirando la corda e anche strattonandola ma senza mai correre il rischio di romperla. Il suo obiettivo è conquistare i voti dei moderati scontenti del centrodestra; dovrebbe quindi sostenere provvedimenti di stampo liberale (non liberista) volti a favorire la concorrenza e a sostenere la crescita. Nell'ambito di un contesto di ripristinato rispetto delle istituzioni,  nazionali ed europee. Renzi ci ha abituato a comportamenti machiavellici; non è quindi escluso che proponga di eleggere Giuseppe Conte, alla scadenza del mandato di Sergio Mattarella, alla presidenza della Repubblica per poi tentare di prenderne il posto. Fosse rimasto nel PD questa mossa ardita sarebbe stata impossibile. Quella potrebbe essere una posta che giustificherebbe la minaccia di una crisi; in caso di elezioni anticipate, Italia Viva sarebbe pronta ad affrontare il duello. Sperabilmente con una nuova legge elettorale di tipo maggioritario a doppio turno. 
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